SS36, interrogazione di Fragomeli: «Servono interventi strutturali e lo svincolo di Dervio»

«Venga istituito, in tempi rapidissimi, un tavolo istituzionale tra Anas e tutti i soggetti locali interessati, per un cronoprogramma di messa in sicurezza»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

«Sul tema della sicurezza della SS36, sono tornato a interrogare il ministro competente chiedendo che venga istituito, in tempi rapidissimi, un tavolo istituzionale tra Anas e tutti i soggetti locali interessati, comprese le Prefetture e le parti sociali, in modo tale da affrontare tale questione non più con interventi di carattere emergenziale ma strutturando invece un cronoprogramma a lungo termine di messa in sicurezza e manutenzione - non ultima la realizzazione dello strategico svincolo di Dervio - di questa fondamentale arteria del nostro territorio».

Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese della Brianza, dopo l’ennesimo episodio di caduta massi sul tracciato della SS 36 in zona Dervio, riassume così il contenuto di un'ulteriore interrogazione, presentata martedì al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, con la quale chiede che vengano messe in atto strategie permanenti in grado di ridurre la pericolosità della SS36 del Lago di Como e dello Spluga.

«Fondamentale strada di collegamento»

«La SS 36 - continua il parlamentare Pd - costituisce la principale via d'accesso, direttamente o attraverso sue diramazioni, oltre che a un'area altamente industrializzata e urbanizzata quale è la nostra Brianza, anche a tutta una serie di località di grande pregio storico e turistico del nostro territorio. Si pensi solo ai laghi della Brianza lecchese; allo stesso Lago di Como con i suoi tre bacini di Como, Lecco e Colico; alla Valchiavenna (proseguendo poi per Sankt Moritz e la Valle dell’Engadina) nonché alle montagne della Valtellina e a rinomate località sciistiche come Sondrio, Bormio e Livigno (tra l'altro in corsa per le Olimpiadi del 2026). Ai noti problemi di sicurezza che hanno fatto della SS36 la strada extraurbana più pericolosa d'Italia, si sono aggiunti da tempo anche diversi episodi di caduta massi sulla carreggiata i quali, oltre a rappresentare un serio pericolo per la sicurezza di migliaia di automobilisti, causano pesanti rallentamenti del traffico con conseguenti disagi per tutti i cittadini coinvolti».

Dopo i sassi sul viadotto, riapre la SS36 a Dervio

«Dopo la risposta negativa alla mia precedente interrogazione del novembre scorso - conclude Fragomeli - una risposta dettata unicamente dalla "cecità politica" degli interrogati e da una ottusa sottovalutazione del problema, ritengo che la questione della sicurezza sulla SS36 sia ormai non più rinviabile. La preoccupazione e le istanze avanzate, tanto dalle Istituzioni locali quanto da cittadini, associazioni e organizzazioni sociali, ne sono la piena dimostrazione».

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