La speciale alternanza scuola-lavoro di nove ragazze lecchesi a Lourdes

Anna, Diana, Elena, Marta, Alice, Federica, Marta, Lucrezia e Caterina, dell'Istituto Maria Ausiliatrice, per sei giorni sono state al servizio di persone malate e in difficoltà

Le ragazze coinvolte nel progetto di alternanza-lavoro

Un'alternanza scuola-lavoro decisamente inusuale ma molto significativa, in un lugoo evocativo e spirituale per i cattolici come Lourdes.

Dall'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco il 13 settembre sono partite, alla volta della località sui Pirenei, nove ragazze del Liceo delle Scienze umane e dell'Istituto tecnico Amministrazione Finanza Marketing. Accompagnate dalla professoressa Anna Pulici, hanno vissuto sei giorni di forti esperienze al servizio di persone malate e in difficoltà.

Anna, Diana, Elena, Marta, Alice, Federica, Marta, Lucrezia e Caterina, le studentesse coinvolte, si sono occupate della distribuzione dei pasti nel refettorio dei malati, pronte ad accompagnarli al Santuario per le varie funzioni del pellegrinaggio e sempre disponibili a portare acqua e copertine di lana all'occorrenza.

Suo Lorella a Belledo per raccogliere fondi per la missione

«Questo mettersi in gioco in una esperienza di vita molto faticosa e impegnativa - commentano dall'istituto Maria Ausiliatrice - che va controcorrente rispetto alla routine dei giovani, fa ben sperare che le persone più fragili della nostra società (anziani, bambini, malati e poveri) non debbano sentirsi abbandonate, ma accompagnate da ragazzi e ragazze che hanno ancora voglia di incontrare una Fede che si fa servizio con e per il prossimo. Nonostante i mille dubbi sorti prima della partenza e la fatica di essere sempre pronti per l’altro, tutte le ragazze sono rientrate con il desiderio di vivere nuovamente questa piccola grande missione che le ha riempite di gioia traboccante, nonostante lo sguardo incredulo di un mondo che eleva se stessi al centro della vita».

Anna, Diana, Elena, Marta, Alice, Federica, Marta, Lucrezia e Caterina portano ora nel cuore l'esperienza di incontri con malati che hanno un nome, una difficoltà e una vita intera da raccontare. Sono loro che, per i corridoi della scuola, raccontano a compagni e insegnanti queste "vite" incontrate un po' per caso, ma che ora non possono più essere dimenticate.

L'Ima si augura che tutti gli studenti della scuola possano vivere la proposta pastorale IO SONO UNA MISSIONE#perlavitadeglialtri risvegliando quel desiderio, a volte sopito, di dedicare forze ed energie per chi è davvero meno fortunato.

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