Toninelli visita il cantiere del ponte di Annone. «Via a un grande piano infrastrutturale di manutenzione»

«Nei prossimi anni avremo migliaia di cantieri come questo per rendere sicuri ponti e strade. La Tav? Ribadisco il mio no, voglio impegnare la risorse per fare molto meglio»

 

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, è arrivato questa mattina ad Annone Brianza per un sopralluogo dei lavori per la ricostruzione del cavalcavia crollato il 28 ottobre 2016 sulla Superstrada 36 Milano-Lecco. Il crollo provocò la morte di un uomo, Claudio Bertini, colpito mentre passava sotto il cavalcavia alla guida della sua auto, e il ferimento di altre persone.

Accompagnato da dirigenti dell'Anas e dalle autorità locali - sul cantiere anche il capo dipartimento Anas Lombardia Dino Vurro, l'onorevole del M5S Giovanni Currò, l'onorevole leghista Roberto Ferrari e diversi sindaci del territorio limitrofo - Toninelli è stato ragguagliato sull'avanzamento dei lavori. Il nuovo cavalcavia dovrebbe essere pronto entro maggio. La nuova struttura verrà realizzata in acciaio speciale con una campata unica di 44 metri. Le due travi dovrebbero arrivare già la prossima settimana.

Annone. Slitta a maggio l'apertura del nuovo cavalcavia

«Quello che vareremo nei prossimi anni sarà il più grande piano infrastrutturale di manutenzione dell'esistente, perché il ponte Morandi ci insegna tante cose - sono state le parole del ministro - Ci sono strade statali chiuse dai magistrati perché ammalorate. Va bene andare a 300 all'ora, ma prima bisogna accertarsi che un ponte non cada in testa a chi sta andando a lavorare. Stanzieremo tutte le cifre necessarie. Nel contratto di programma Anas 2014/2020, che si aggiorna ogni anno, metteremo l'impronta del M5S e di questo Governo, dal 60 al 70% sarà rimodulato per la manutenzione dell'esistente: significa migliaia di piccoli cantieri sul territorio nazionale. Ci saranno tante imprese locali, come qui, che lavoreranno sulla manutenzione dell'ordinario che ci consenta di muoverci in sicurezza».

«Più importanza alla famiglia della vittima che alla Tav»

Nel corso della sua visita ad Annone, stimolato dai cronisti, Toninelli ha parlato anche e soprattutto della Tav. «Mi sono tremendamente stancato di parlarne. Qui due anni fa è morta una persona. Io do molta più importanza alla famiglia di questa vittima, che da allora sta soffrendo, al fare questo buco nella montagna che impegna la maggior parte delle risorse dei cittadini italiani. Voglio impegnare la risorse della Tav per fare molto meglio di una galleria che sarà pronta fra quindici anni e darà benefici dopo il 2070. Vi dirò di più - ha aggiunto - L'Italia pagherà il 60% della galleria perché la tratta esterna francese non è mai stata finanziata. I politici che mi hanno preceduto dovrebbero vergognarsi, hanno speso soldi che potevano essere utilizzati ad esempio per manutenere questo ponte e magari non sarebbe caduto in testa a una persona. Non ho alcun pregiudizio, dico no al Tav. Se domani muore una famiglia perché cade un altro ponte, io mi sento responsabile anche se giuridicamente non lo sono. La Pedemontana? Dovete chiedere alla Regione».

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