«La Lombardia non può bruciare un terzo dei rifiuti prodotti in Italia. Ogni territorio faccia la sua parte»

Intervento del senatore lecchese Paolo Arrigoni, componente della Commissione Ambiente: «I termovalorizzatori servono, basta no ideologici»

Paolo Arrigoni, senatore lecchese della Lega, insieme al vicepremier Matteo Salvini.

«La Lombardia non può continuare a bruciare un terzo di quanto prodotto in Italia. Ora diventa essenziale responsabilizzare i territori e smetterla con i no ideologici». Questa la presa di posizione del senatore lecchese Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e Componente della Commissione Ambiente, che interviene sull'argomento “inceneritori” dopo le reazioni che si sono scatenate anche nella nostra provincia a seguito delle preoccupazioni espresse dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

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«La Lega da sempre ha fatto della responsabilità e dell'autonomia dei territori il valore principe della sua azione politica, e proprio per questo riteniamo che non sia più sostenibile che con i suoi 13 termovalorizzatori la Lombardia debba bruciare il 34% dei rifiuti urbani prodotti in Italia. Se a questo aggiungiamo l'altissima pericolosità per la salute pubblica dei roghi tossici che, purtroppo, avvengono in maniera sistematica in alcune aree del nostro Paese è chiaro che si debba intervenire con soluzioni mirate e non emergenziali, che possano prevedere anche la costruzione di termovalorizzatori di ultima generazione e quindi sicuri per quanto riguarda le emissioni. Gli sforzi fatti negli ultimi anni, ad esempio, dai cittadini campani che hanno raggiunto una media regionale del 50% di raccolta differenziata sono indubbiamente apprezzabili - incalza l'ex sindaco di Calolziocorte - ma è preferibile che il quantitativo di rifiuti che non è possibile riutilizzare venga trattato in loco dai termovalorizzatori producendo energia rispetto invece ad uno smaltimento in discarica o al trasferimento in altre regioni o persino all'estero con ingenti costi: soluzioni critiche sia per la difficoltà dei controlli dovuti a una filiera dei rifiuti a lunga distanza e che porta il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione, sia per il forte impatto ambientale dei trasporti».

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Secondo Arrigoni quindi la termovalorizzazione non è di per sé un male ma, anzi. «Se le si attribuisce il giusto peso, è uno strumento funzionale in quel ciclo virtuoso della gestione del rifiuto nell'ottica di un'economia circolare che vede il recupero, in questo caso di energia, come uno dei suoi principi fondamentali dopo la riduzione della produzione di rifiuti, il loro riutilizzo e il recupero».

Da qui il sostegno alle scelte del Governo regionale guidato dal presidente Attilio Fontana. «La Lega rivendica con orgoglio la risoluzione approvata dal Consiglio regionale della Lombardia che prevede la graduale dismissione di alcuni dei termovalorizzatori presenti nella regione stante l'eccesso tra capacità e fabbisogno di incenerimento dei rifiuti di circa 600mila tonnellate/anno; per raggiungere questo obiettivo è però essenziale che tutti facciano la propria parte senza dire dei no ideologici, a beneficio dell'ambiente e soprattutto della salute dei cittadini».

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