Manufatti in plastica compostabile, interrogazione del senatore Arrigoni al ministro Costa

L'esponente leghista chiede chiarimenti e lancia l'allarme: «La corsa a sostituire prodotti in plastica tradizionale, senza linee guida, rischia di generare caos nella gestione e negli impianti»

«A seguito della recente Direttiva Europea sulla plastica monouso, che impone il divieto di commercializzazione di questo tipo di manufatti e che dovrà essere recepita entro il 2021, stiamo assistendo in Italia ad una frenetica comparsa sul mercato di prodotti realizzati in materiali compostabili, anche in ragione della discutibile messa al bando anticipata dei manufatti monouso in plastica tradizionale da parte di alcune amministrazioni pubbliche. Questa situazione sta già determinando alcune criticità da affrontare immediatamente per evitare che venga messa in crisi l’intera filiera del recupero dei rifiuti organici».

A dichiararlo è il Senatore della Lega Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e componente della Commissione Ambiente, che come primo firmatario ha depositato con altri colleghi in Senato un’interrogazione indirizzata al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

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«La compresenza sul mercato di manufatti compostabili e di plastica convenzionale, oltre a quella di “manufatti compostabili” non certificati sta creando confusione tra i consumatori e gli operatori che effettuano le raccolte con un pesante decadimento della qualità dei rifiuti organici e un conseguente aggravio dei costi del recupero del rifiuto organico che ricadrebbe inevitabilmente sulle spalle dei cittadini - spiega Arrigoni - Inoltre, l’aumento dei quantitativi di manufatti compostabili all’interno degli scarti di cucina, fino ad oggi presenti in quantitativi trascurabili, avrà come inevitabile conseguenza un significativo cambiamento delle caratteristiche merceologiche e fisiche dei rifiuti organici, richiedendo adeguamenti tecnici degli impianti di compostaggio. Tutte considerazioni che sono state chiaramente evidenziate da Silea in una lettera recentemente inviata ai sindaci dei comuni soci e che trovano purtroppo riscontro nell’aumento rilevante della frazione estranea all’interno dei sacchetti dell’umido destinati all’impianto di compostaggio di Annone Brianza, tale da costringere la società a richiedere il momentaneo conferimento della plastica compostabile nel sacco trasparente, vista la denunciata assenza di una precisa normativa nazionale».

«È preoccupante che al momento non esista appunto una normativa nazionale che identifichi con certezza il materiale compostabile e che fornisca linee guida riguardanti il suo utilizzo e conferimento - continua il senatore lecchese della Lega - Il rischio evidente è quello del caos, manifestato dagli operatori del settore che percepiscono il serio pericolo di compromettere la qualità del prodotto finale del riciclo, con un evidente passo indietro nella differenziazione dei materiali, uno dei cardini su cui si impernia l'economia circolare».

«Per queste ragioni - conclude il Senatore Arrigoni nell’interrogazione - la Lega chiede con urgenza al Ministro Costa una normativa che permetta di operare in modo chiaro e che tenga in dovuta considerazione le preoccupazioni e le giuste richieste dei compostatori e di tutta la filiera del recupero dei rifiuti organici; una normativa che preveda che i manufatti compostabili debbano avere un’immediata e facile riconoscibilità che identifichi la filiera di recupero a cui devono essere avviati e la loro tracciabilità. Sono poi essenziali una capillare ed efficace informazione ai cittadini sulle novità prodotte dalla Direttiva Europea sulla plastica monouso e lo stanziamento di adeguate risorse per gli eventuali investimenti che gli impianti di compostaggio dovranno affrontare per far fronte al cambiamento delle caratteristiche merceologiche e fisiche dei nuovi manufatti compostabili».

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