Arrigoni: «La tassa sulla plastica è ideologica e vessatoria»

L'affondo del senatore leghista contro la scelta del Governo Pd-M5S: «Sarà un duro colpo all'economia circolare. Così difendono l'ambiente solo a parole»

Paolo Arrigoni, senatore lecchese della Lega ed ex sindaco di Calolziocorte.

Paolo Arrigoni, senatore lecchese della Lega ed ex sindaco di Calolziocorte, punta il dito contro la tassa sulla plastica voluta dal Governo Pd - Movimento 5 Stelle. Un'imposta giudicata da Arrigoni ideologica, vessatoria e dannosa rispetto ai principi green dell'economia circolare. In una nota diffusa alla stampa è lo stesso esponente leghista a spiegare il perchè della propria critica.

«La tassa sulla plastica che verrà introdotta con la Legge di Bilancio si configura come un attacco all’economia circolare e un modo cialtronesco per tutelare, solo a parole, l’ambiente - attacca Paolo Arrigoni, che riveste anche le cariche di Questore a Palazzo Madama e di Componente della Commissione Ambiente - Con il consueto approccio ideologico, sull’onda del tanto sbandierato Green New Deal, questa stangata da due miliardi sugli imballaggi di plastica penalizzerà i produttori, inficerà sui prodotti e metterà in difficoltà imprese, lavoratori e gli stessi consumatori. Il Premier Giuseppe Conte e il Ministro Sergio Costa dovrebbero sapere che le imprese già oggi pagano il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica per un ammontare di 450 milioni di euro all'anno, dei quali 350 vengono versati ai Comuni per garantire la raccolta differenziata».

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«Questa nuova gabella - incalza il senatore lecchese - rappresenta dunque un'inaccettabile doppia imposizione totalmente ingiustificata, che non porterà alcun beneficio agli enti locali, avendo il solo scopo di fare cassa, e che in modo davvero assurdo andrà a colpire anche i prodotti di imballaggio contenenti materiale riciclato, andando così a penalizzare gli sforzi che le imprese stanno compiendo per la completa transizione verso l'economia circolare, rischiando quindi di compromettere il buon funzionamento del sistema dei consorzi che da vent'anni ha consentito al nostro Paese di essere leader nell'economia circolare e di raggiungere tutti gli obiettivi europei per il riciclo. La Lega - conclude Arrigoni - si batterà in Legge di Bilancio per cancellare questa norma punitiva, ideologica e vessatoria».

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