Crisi di governo, Germano Bosisio: «Stacchiamo la spina e mani libere»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Mercoledì 7 agosto ore 20:  Sono ore febbrili per le sorti del governo.
Al di là di quello che sarà alla fine l'epilogo o meno di ciò che è stato  definito e costruito come un contratto tra 5 Stelle e Lega, ogni cittadino responsabile non può limitarsi solo a registrare quello che i media fanno filtrare più o meno strumentalmente.
Quindi anch'io mi sono formato un'opinione e, pur  potendomene stare più comodamente "al coperto" ed in vacanza, non posso esimermi dall'esprimerla pubblicamente. 
Anche perché, pur in modo non aprioristico, avevo altrettanto pubblicamente espresso qualche tempo fa un cosiddetto "endorsement" in favore dei 5 Stelle.
Senza girargli troppo intorno continuo a credere nel lavoro di cambiamento da loro iniziato soprattutto in termini di difesa degli interessi dei meno tutelati (poveri, precari, onesti, piccole imprese...), sinora quasi sempre poco rappresentati. Proprio per questo continuo a non capire il madornale errore della cosiddetta sinistra a cui,  essendone parte, dovrebbe principalmente interessare la lotta alle sempre più marcate disuguaglianze.
Ma al contempo devo riconoscere che alcuni errori strategici dei pentastellati stanno connotando questo ultimo periodo.
L' aver consentito, per debolezza o altro, di fare crescere una Lega Salviniana non può essere solo addebitabile alla costante azione distorsiva di gran parte dei media, ma deve porre seri interrogativi sul proseguo di questa tormentata situazione.
L' aver ad esempio votato, pur con sofferenza, il decreto sicurezza bis ed al contrario aver subito una isolante sconfitta sulla mozione No Tav poteva probabilmente essere capovolto proprio da un no deciso ad un decreto ingiusto, costi quel che costi, compresa la crisi di governo.
Sarebbe stata una scelta di chiarezza ed avrebbe perlomeno interrotto quel gioco, alimentato da più fonti, del "rovesciamento delle parti" tra i cosiddetti partner di governo.
Le differenze strutturali tra i 2 "contraenti" sarebbero state così definitivamente evidenziate lasciando in mano anche ad altri, in caso di crisi di governo, la responsabilità di aprire o meno un dialogo propedeutico a nuove possibili convergenze.
Il tutto evitando di farsi ancora "cuocere" lentamente ma soprattutto contribuendo così a porre le basi finalmente di un fronte  anti logiche salviniane, alcune delle quali, come inizialmente la giusta denuncia di un'Europa da riformare ignava e "oppressiva" , potevano aver avuto una certa presa sull'opinione pubblica. Motivazioni la cui strumentalità si è via via sempre più evidenziata da una stridente latitanza sul versante strutturalmente risolutivo dei problemi, compresa la questione migratoria.
È questa in sostanza l'anacronistica "opzione Salviniana", peraltro vezzeggiata dai poteri forti, ancorché apparentemente osteggiata ( esattamente il contrario dell'atteggiamento tenuto coi 5 Stelle, sarà un caso ?) : dividere il fronte delle vittime (guerra tra "ultimi" e "penultimi") di un sistema strutturalmente iniquo, depistando, anche e soprattutto attraverso il "coro mediatico", dalle cause vere di questa situazione sempre più insostenibile.
E, per dirla come papa Francesco, sostanzialmente basata su un sistema strutturalmente inequo !
Mi auspico fortemente che tutti gli "uomini di buona volontà" possano veramente collaborare a costruire un' Italia, un Europa ed un mondo migliore e più giusto di questo !
Un mondo dove le più autentiche esigenze umane siano realmente preminenti su quelle  di una distorta economia finanziaria. A partire dal livello locale !

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