Lecco-Bergamo, Arrigoni (LN): "Soldi da Regione e Governo"

Il senatore sullo 'stop' del lotto San Gerolamo

“Per il territorio lecchese e soprattutto per il sistema economico locale rappresenta una doccia fredda l’intenzione della ICS Grandi Lavori di sospendere a tempo indeterminato i lavori del lotto San Gerolamo fino a che non saranno trovati i 18 milioni (oltre ai 100 già stanziati) necessari a completare il finanziamento del quadro economico dell’opera incrementato dopo il contenzioso aperto nei confronti della Provincia di Lecco ”.

Così interviene il senatore lecchese della Lega Nord, Paolo Arrigoni.

“E’ inaccettabile pensare che al ritardo già accumulato ad oggi nella realizzazione dell’opera debba aggiungersene uno nuovo che rischia di essere interminabile. E’ inconcepibile, inoltre, lasciare un cratere aperto davanti ai residenti di Chiuso. Affinché i lavori di scavo della galleria abbiano ad iniziare e proseguire di gran lena, le istituzioni lecchesi, in primis la Provincia ed il Comune capoluogo, non possono pensare di allocare diversamente la quota parte del tesoretto del Patto per la Regione Lombardia destinata alla provincia lecchese. Polano e Brivio senza indugio devono decidere di destinare i 9/10 milioni a questa opera infrastrutturale che rappresenta la priorità assoluta” prosegue l’ex sindaco di Calolziocorte.

“La parte restante dei 18 milioni, poi, ritengo che non potrà che essere richiesta al Governo, ancorché agli inizi del 2015 con il DEF l’esecutivo Renzi in modo deprecabile ha stralciato la riqualificazione della Lecco-Bergamo dalle opere prioritarie del programma delle infrastrutture strategiche a livello nazionale. L’ipotesi che la Provincia dopo aver stanziato i 22 milioni iniziali debba mettere altri soldi è assolutamente improponibile. Villa Locatelli non ha più una goccia di sangue da versare a causa degli ultimi Governi vampiro. Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, deve dare subito rassicurazioni ed in merito presenterò nelle prossime ore un’interrogazione parlamentare urgente. Le comunità lecchese e bergamasca, protagoniste di una grossa fetta di PIL del paese, che da anni con impegno e responsabilità stanno operando per riqualificare a lotti la ex SS.639 non possono subire questo ulteriore schiaffo; con una viabilità da terzo mondo, strade sempre più colabrodo, cavalcavia crollati, interdetti al traffico o vincolati, è sacrosanto che queste comunità debbano almeno in parte essere risarcite del tanto residuo fiscale di tasse (54 miliardi per l’intera Lombardia) che annualmente lasciano allo Stato centrale” conclude Arrigoni.

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