Lecco verso le elezioni. Rifondazione boccia il Pd: «Basta con la logica del meno peggio»

La sezione lecchese del partito boccia la proposta fatta da Marelli, relativa alla formazione di un fronte comune con Appello e la sinistra lecchese

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Negli scorsi giorni il Partito Democratico Lecchese ha convocato una conferenza stampa per indicare la strada nelle prossime amministrative del 2020. Il segretario Dem Marelli ha esposto in maniera molto chiara la strategia: arginare lo strapotere delle destre cercando di allargare la coalizione il più possibile, da Appello per Lecco (che nel mentre strizza l' occhio ai moderati di dx Piazza e Nava) fino alla "Sinistra". Il richiamo alla formazione di centro sinistra, con contorno di primarie e ambigui questionari da sottoporre a cittadini, sempre più scollegati e disillusi, sono il cavallo di battaglia del Pd.

Una formazione politica che ha livello nazionale, nella scorsa legislatura, ha portato avanti politiche lacrime e sangue come la peggior destra liberista, dal jobs act alla riforma fornero, dalla "buona scuola" alle privatizzazioni. A livello locale l'attuale amministrazione non è stata da meno e ci piacerebbe chiedere a Marelli se quando a livello programmatico parla di salvaguardia dell' ambiente si ricorda che il suo partito ha portato avanti il piano cave (senza dare alcun segnale di voler esercitare alcun controllo comunale sulle cave, come invece pomposamente deliberato dal consiglio comunale l'8 aprile 2013, che prevedeva una commissione comunale costituita da tecnici e consiglieri), ha votato a favore del teleriscaldamento, una rete di tubi che attraverseranno il sottosuolo cittadino creando numerosi disagi e costi esorbitanti,oltre a non aver fatto nulla per i numerosi siti dismessi pieni di amianto. A tutto ciò si aggiunge sul welfare una operazione come la costituzione dell' impresa sociale, sulla quale abbiamo già detto la nostra bocciandola, inesistenti le politiche giovanili e una rassegnante alienazione dei beni di proprietà comunali.

Come Rifondazione Comunista crediamo in maniera convinta che la strada debba essere un'altra e non quella del centrosinistra, visto che anni fa si è già dimostrato un progetto fallimentare. Non ci si può sempre nascondere dietro alla logica "del meno peggio" portando avanti coalizioni che sono costruite a tavolino, crediamo invece che la sinistra lecchese debba trovare le sue ragioni in autonomia e anche il tema delle alleanze vada giocato al di fuori dei vecchi e logori schemi.

Dobbiamo ripartire da temi come la salvaguardia di beni comuni e dell' ambiente per il potenziamento del welfare che porti ad un benessere collettivo, un amministrazione comunale orientata a promuovere il pubblico e non a favore delle logiche di privatizzazione, che non taglieggi i cittadini con tariffe dei servizi esorbitanti. Per questo nei prossimi mesi il partito della Rifondazione Comunista vuole lavorare per un cambio di passo anche nella modalità di costruzione di una lista antiliberista, che metta al primo punto il lavoro di squadra e che sia presente su tutti i temi scottanti di questa città con competenze diversificate con tutte le realtà e singoli che non vogliono rassegnarsi di fronte a certe dinamiche, per creare una vera alternativa per Lecco.

Partito della Rifondazione Comunista Lecco.

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