Via croci e campanili dai simboli elettorali. De Capitani all'attacco: «Sono disgustato»

Nel Lecchese sarebbero 14 le liste chiamate a rivedere il logo per la presenza di simboli religiosi. Tra queste quella di Rusconi a Valmadrera, tre in Valle San Martino e alcune in Valsassina. Il sindaco di Pescate critica la normativa risalente al 1960

Prima e dopo: i simboli "corretti" a Vercurago ed Erve.

Non solo Valmadrera. Sarebbero 14 le liste presentate nei comuni lecchesi per il voto del 26 maggio prossimo alle quali la commissione elettorale di nomina Prefettizia ha chiesto di rivedere il simbolo. Il motivo? La presenza di segni religiosi, come croci o campanili, tecnicamente vietati dalla legge n. 560 del 1960. E così quattro formazioni in Valsassina, alcune in Brianza, la lista di Antonio Rusconi “Progetto Valmadrera” e tre in valle San Martino (Carenno, Erve e Vercurago Ideale tutte civiche di area Lega-centrodestra) hanno dovuto ripresentare i propri simboli. (Nella foto sopra il prima e il dopo)

Valmadrera: bocciato il simbolo della lista "Progetto Valmadrera". Ecco cosa dice la normativa

La bocciatura della commissione sta facendo discutere in provincia, visto che anche in passato nel territorio erano state presentati simbolo con le stesse caratteristiche, accettati e passati al vaglio degli elettori. Senza dimenticare il fatto che partiti nazionali come l’Udeur (formazione di centro fondata nel 1999 e guidata dall’ex Guardasigilli Clemente Mastella) hanno utilizzato addirittura un campanile come proprio simbolo e non come semplice componente. Sulla questione è voluto intervenire pochi minuti fa il sindaco di Pescate Dante De Capitani, con una sorta di solidarietà bipartisan rivolta anche al collega Rusconi di Valmadrera.Dante De Capitani-4

«Togliere il campanile dai simboli elettorali nelle elezioni amministrative è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra in quanto il campanile è da sempre il simbolo dei paesi stessi, la sintesi grafica di qualunque rappresentazione di comunità e non solo religiosa - attacca Dante De Capitani (nella foto sopra) - In un mondo che di fatto cerca di uniformare tutto e cioè razze, religioni e famiglia ci mancava anche togliere i campanili dai simboli elettorali. Questo dimostra la deriva della nostra societa, il non saper discernere tra un simbolo di appartenenza a un simbolo di religione. Posso capire il togliere la croce di Cristo che é simbolo religioso dai loghi elettorali, ma togliere il campanile che rappresenta il monumento principale dei paesi no. Sono disgustato».

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