"Manzoni", tre milioni per il nuovo acceleratore lineare: «Passo in avanti per la radioterapia»

La struttura sanitaria lecchese si è dotata del macchinario di ultimissima generazione, finanziato per la gran parte (2,75 milioni) da Regione Lombardia

L'assessore Gallera con il macchinario di ultimissima generazione

L'ospedale Manzoni di Lecco da oggi dispone di un nuovo acceleratore lineare di ultimissima generazione. «Regione Lombardia - ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera nel corso dell'inaugurazione - ha stanziato 2,75 milioni di euro per dotare l'ospedale di Lecco di questo macchinario. La nostra politica d'investimento procede incessante: negli ultimi tre anni abbiamo finanziato, con oltre settecento milioni di euro, il rinnovo della dotazione infrastrutturale dei nostri presidi, così da dotarli delle migliori apparecchiature presenti sul mercato, rendendoli attrattivi per i professionisti e offrendo ai cittadini una sanità di assoluta eccellenza».

«La nuova acquisizione - ha dichiarato il Direttore Generale dell'Asst Lecco Paolo Favini - consentirà a tutti i pazienti che decidono di affidarsi ai nostri specialisti, standard nettamente più avanzati nel trattamento delle neoplasie. Con questa dotazione tecnologica la nostra Asst e il nostro ospedale fanno un ulteriore salto di qualità. In termini di offerta questa attrezzatura di ultimissima generazione offre prestazioni del massimo livello, comprendendo applicazioni di stereotassi e terapie di maggior precisione, con ridotti effetti collaterali, permettendoci una riduzione delle sedute radioterapiche attraverso un importante incremento del numero di dosi giornaliere».

«Nel 2018 - spiega Carlo Soatti, Primario di Radioterapia - la nostra struttura ha effettuato quasi quindicimila sedute di radioterapia, prendendo in carico e trattando 729 pazienti, di cui 312 colpiti da tumore alla mammella, 160 da metastasi e 73 pazienti con tumore alla prostata. Numerose (41) le donne affette da neoplasie ginecologiche e i pazienti con tumori testa-collo (34), polmone (36) o retto (24) presi in carico dalla nostra èquipe. In questi primi mesi del 2019 abbiamo già effettuato ottomila sedute, rispondendo alle necessità di 433 pazienti.».

Il nuovo macchinario

Si tratta di un'apparecchiatura di ultima generazione per quanto riguarda tutti gli aspetti meccanici, elettronici e informatici. Dal punto di vista meccanico è dotata di un sistema di "collimazione" del fascio di radiazioni, costituito da due gruppi contrapposti di ottanta lame motorizzate, costruite con materiale ad alto assorbimento di radiazioni e in grado di seguire la forma della lesione o dell'area da irradiare con la massima precisione. Il movimento di ogni singola lama è verificato da una telecamera a infrarossi, che controlla la posizione del rubino "sintetico" inserito nella parte superiore di ogni elemento. Questo cosente movimenti molto rapidi e precisi del sistema, aumentando la qualità dei trattamenti irrogati.

Il sistema di "produzione delle radiazioni" è aggiornato, controllato da computer dedicati. Consente, grazie a combinazioni di elettronica e meccanica, di produrre radiazioni con un alto rateo di dose per minuto. Questo riduce il tempo di erogazione, migliora la balistica del fascio, consente d'irradiare lesioni in movimento, con una maggior precisione. La macchina ha un sistema "on-off" in grado di seguire i movimenti respiratori e di erogare radiazioni solo in un momento preciso della fase respiratoria, quando la lesione "passa sotto le radiazioni".

La macchina è dotata di sistemi in grado di verificare la posizione del paziente prima di erogare la terapia, eseguendo esami radiografici o una TC volumetrica, che, confrontati con la TC di centratura, consente di riportare il paziente nelle condizioni ideali per la massima precisione del trattamento. Il lettino è in grado di correggere anche le rotazioni del posizionamento del paziente su tutti gli assi cartesiani tridimensionali. Il sistema di pianificazione è in grado di calcolare la distribuzione della dose, consentendo di guidare il movimento di tutte le componenti della macchina per aumentare la dose al bersaglio, riducendo al minimo quella agli organi sani che si trovano attorno alla malattia. In soldoni, l'insieme delle funzioni dell'apparecchiatura consente di aumentare la balistica del trattamento e consente di erogare anche trattamenti di radiochirurgia nono solo per le lesioni neoplastiche, ma anche per patologie benigne intracraniche.

Il vecchio acceleratore sarà aggiornato

L'acceleratore sostituisce uno degli apparati da tempo in attività presso l'Unità Operativa Complessa di Radioterapia di Via dell'Eremo, ormai obsoleto e non più all'altezza delle aspettative radioterapiche dei pazienti. L'altro, per quanto riguarda i dispositivi di cui è provvisto e il software dedicato, sarà completamente aggiornato. Il macchinario, che è costato 3 milioni di euro, è stato finanziato anche grazie alla raccolta fondi promossa da Cancro Primo Aiuto Onlus che consentito di raccogliere altri duecentocinquantamila euro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ristoratori egiziani devolvono incasso all'ospedale di Lecco: «La vostra sanità funziona e ci ha aiutati»

  • «Addio cara mamma, sei stata una donna fortissima»

  • Usmate Velate, schianto tra due auto sulla Provinciale: morto un lecchese di 26 anni

  • I pendolari Trenord lanciano il loro "sciopero": «Un mese tutti senza biglietti e abbonamenti»

  • Elaborazioni, pneumatici, scarichi: a Lecco è scoppiata la passione per il "tuning"

  • Lurago D'Erba: incidente mortale, muore una donna di Brivio

Torna su
LeccoToday è in caricamento