Undici richiedenti asilo formati per diffondere informazioni e buone pratiche di salute

L'iniziativa è dell'Ats Brianza, dal titolo "Peer-in-formazione": il corso, partito lo scorso 30 gennaio, si è concluso questa settimana

I richiedenti asilo che hanno partecipato al corso

Undici persone richiedenti asilo coinvolte in un corso per diffondere informazioni e buone pratiche di salute.
L'iniziativa è dell'Ats Brianza, dal titolo "Peer-in-formazione", e si è conclusa questa settimana dopo essere partita il 30 gennaio. A parteciparvi ospiti delle strutture di accoglienza presenti sul territorio e provenienti da Costa D'Avorio, Camerun, Gambia, Ghana, Guinea, Nigeria, Senegal.

L'obiettivo principale del corso è stato quello di creare nel nostro territorio dei "Peer", figure formate su specifiche tematiche di salute: compiti e modalità di intervento, accesso ai servizi sanitari, orientamento ai servizi del territorio, formazione sui rischi legati alle infezioni sessualmente trasmissibili, formazione sui rischi connessi all'abuso di alcool e sostanze (con la collaborazione del Servizio dipendenze della Asst Monza).

«Possono comunicare in maniera sensibile»

«Un Peer - spiega il direttore del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell'Ats Brianza Nicoletta Castelli - ha caratteristiche ed esperienze in comune con i destinatari del suo intervento, può comunicare in modo sensibile ed efficace e trasmettere informazioni con modalità culturalmente accessibili, pertanto pensiamo che un Peer possa aiutare maggiormente le persone provenienti da altri Paesi a integrarsi meglio nel nuovo territorio anche attraverso la capacità di fruire correttamente dei servizi di cura offerti potendo così mantenere buona la propria salute».

Al termine del corso, infatti, i partecipanti sono stati accompagnati nella sperimentazione di incontri formativi, aventi come tema uno di quelli affrontati durante il percorso, con gruppi di altri richiedenti protezione internazionale presenti nelle strutture di accoglienza del terrritorio dell'Ats Brianza.

Lavoro sinergico con le organizzazioni

«L'esperienza - sottolinea la dottoressa Castelli - è stata un percorso "formativo" non solo per i Peer ma anche per coloro che lo hanno condotto, e si è conclusa molto positivamente con il desiderio, espresso da tutti i partecipanti, di poter proseguire nel futuro, affrontando e approfondendo altri temi. Per la nostra Ats Brianza questa è stata un'ulteriore bell'esperienza di Governance del territorio e ha dimostrato come l'integrazione tra culture (che sono sia le culture di provenienza, che le culture organizzative) sia possibile, e che diventi occasione di arricchimento per chi ne prende parte».

Il percorso è frutto di un lavoro sinergico tra il servizio Promozione della salute prevenzione fattori di rischio comportamentale e medicina interculturale del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell'Ats Brianza e alcune organizzazioni del territorio che si occupano dell'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (Croce rossa italiana, Consorzio comunità Brianza, Aeris cooperativa sociale, Ubuntu cooperativa, Cooperativa sociale l'Arcobaleno, Progetto Itaca cooperativa sociale).

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