Confindustria-Fondazione Badoni: sono sette i primi diplomati del percorso duale scuola-lavoro

Primo bilancio positivo e risultato importante per il progetto di formazione portato avanti sul territorio da Confindustria Lecco e Sondrio, Fondazione A. Badoni e CFP Aldo Moro. Ora l’ultimo anno, con il contratto di apprendistato professionalizzante

Fra i diplomati dell’anno scolastico che si è chiuso da poco, sul territorio ce ne sono sette che si differenziano dagli altri per il tipo di percorso che hanno completato. Sono gli studenti che hanno concluso con successo i primi tre anni del programma di istruzione duale portato avanti sul territorio da Confindustria Lecco e Sondrio e dalla Fondazione A. Badoni, in collaborazione con il Centro di Formazione Professionale Aldo Moro, e conseguito il diploma di Tecnico dell’automazione industriale. Ora si entra nell’ultimo anno previsto dal percorso, con l’attivazione dei contratti di apprendistato professionalizzante.

Il percorso completo prevede infatti alternanza scuola-lavoro potenziata per un anno, stage estivo, poco meno di due anni per l’apprendistato di primo livello e l’ultima annualità di apprendistato professionalizzante.

Un risultato importante e un successo per il Progetto di integrazione scuola-lavoro in Alternanza potenziata, Apprendistato di Primo Livello e Apprendistato Professionalizzante, lanciato nel 2016 e destinato a formare operatori meccanici e tecnici dell’automazione industriale tramite un progetto che si distingue per un’integrazione significativa fra scuola e imprese, fra formazione in aula e apprendimento sul campo.

«Alla fine di quella che rappresentava per noi l’edizione pilota non possiamo che essere soddisfatti - sottolinea il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva - tanto più che dopo la prima sono partite le edizioni successive e sono appena state aperte le iscrizioni alla quarta: questi dati parlano da soli. Da imprenditore coinvolto nel progetto, posso confermare per esperienza diretta che questi ragazzi ci stanno mettendo impegno e passione, come stiamo facendo noi, e il risultato è tangibile: vediamo i giovani sviluppare progressivamente skills fortemente orientate verso le nostre esigenze e, quindi, ottime prospettive per il loro futuro lavorativo che oggi non è che all’inizio».

«La mission centrale della Fondazione A. Badoni - commenta il Presidente della Fondazione Antonio Bartesaghi - è quella di diffondere la cultura d’impresa e, più ancora, di sollecitare lo sviluppo di competenze con un mix fra tradizione da preservare e un approccio evoluto fatto di nuove tecnologie, da declinare in ottica industriale. In questa logica si inserisce il percorso sviluppato per questi studenti, che hanno conseguito il diploma, dove scuola e aziende hanno lavorato fianco a fianco sin dalle fasi di progettazione, passando per lo sviluppo e la valutazione. Questo è il vero valore aggiunto, che fa la differenza, oltre a dimostrare quali potenzialità hanno le imprese anche da un punto di vista del ruolo formativo».

«E’ questo un primo momento per fare un bilancio che, a giudicare dall’esito degli esami, è positivo: tutti gli allievi hanno superato le prove d’esame sia dell’area tecnico professionale che dell’area comune, esito non scontato visto le fatiche di questi ragazzi nel frequentare il percorso scolastico per ben otto ore su due giorni lavorativi - evidenzia Marco Anghileri, Direttore del CFP Aldo Moro. Un risultato molto importante, inoltre, è stata l’adesione dei nostri ragazzi al progetto sia lavorativo che scolastico, la loro serietà nell’affrontare tutti gli impegni, la loro crescita sia da un punto di vista professionale che da quello comportamentale. Questi ragazzi hanno quindi acquisito appieno i famosi soft skills, competenze che vengono messe alla prova, e di conseguenza potenziate, in un progetto come questo, dove mondo del lavoro e scuola si incontrano e collaborano per il bene delle future generazioni».

«Abbiamo voluto fortemente questa iniziativa e ci siamo impegnati per rendere strutturale la proposta, convinti che ampliare lo spettro dell’offerta formativa fosse una scelta vincente per tutti: aziende, scuola e giovani - conclude il Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori. L’asse fra imprese, Associazione, Fondazione Badoni e istituto Aldo Moro è stato fondamentale perché ognuno di questi soggetti è portatore di un contributo essenziale che, assieme all’impegno degli studenti, ci consente di dirci soddisfatti oggi e di lavorare già al futuro di questo ed altri progetti».

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