Stefanoni è Mondiale di indoor rowing: «Lo sport mi ha fatto riscoprire la vita»

Il 50enne di Oggiono non finisce di stupire: nel 1987 il grave incidente, quattro anni dopo l'inizio di una carriera sportiva straordinaria fra ciclismo, sci nordico e canottaggio.

Uno straordinario esempio di volontà e passione per lo sport. Una roccia che, a ogni avversità posta dalla vita sul suo cammino, trova la forza per superarla.

Daniele Stefanoni non finisce di stupire. E al suo già ricco palmares sportivo ha appena aggiunto il titolo mondiale di indoor rowing, il canottaggio al coperto col remoergometro, conquistato lo scorso 12 febbraio a Boston.

La vicenda personale del cinquantenne di Oggiono è degna di una fiction, sia per carica emotiva sia per numero e valenza di imprese sportive: vittima nel 1987 di un grave incidente sul lavoro che lo rese disabile, Stefanoni impiegò quattro anni per tornare a camminare, ma già nel 1991 iniziò a praticare lo sport come via per il riscatto personale. Prima il ciclismo, e la vittoria ai Mondiali, quindi lo sci nordico e la Paralimpiadi di Torino nel 2006, infine la scoperta del canottaggio, con la partecipazione ai Giochi di Pechino 2008 e Londra 2012 nel Doppio TA. Nel mezzo una moltitudine di successi (più di dieci scudetti nel canottaggio e sei indoor), ma anche l'amarezza per la mancata convocazione a Rio 2016.

«Purtroppo non è stato possibile realizzare un equipaggio, peccato - racconta - Questo Mondiale è stata una bella soddisfazione, una rivincita personale perché mi sono messo in gioco da solo. Speravo di andar bene ma sono andato oltre le aspettative, realizzando il nuovo record italiano e sfiorando quello mondiale, che già mi appartiene».

Per Stefanoni, lo sport è un magnifico mezzo per riscoprire la vita ed esplorare i limiti di se stesso. «Sono sempre stato uno sportivo - spiega - ma dopo l'incidente è subentrato anche il bisogno di rimettermi in gioco. Lo sport mi ha ribalitato e fatto scoprire nuove discipline, così come di essere molto portato per l'agonismo».

Remo, sci o bici, per lui non fa differenza. L'importante è andare sempre incontro a nuove sfide. «Ora sto provando la canoa - sorride Stefanoni - Devo ancora abituarmi perché è completamente diversa dal canottaggio, ma è ugualmente molto affascinante».

Guarda l'intervista all'atleta azzurro Daniele Stefanoni