Quattro ore, sedici minuti, ventotto secondi: la mia (prima) ResegUp

Da piazza Garibaldi a piazza Cermenati, passando per 24 chilometri e 1800 metri di dislivello. Il racconto di un cronista improvvisatosi skyrunner

Ventiquattro chilometri, milleottocento metri di dislivello positivo: vi racconto la magia della ResegUp

In tanti, tra i più di mille partenti, vorrebbero poter scrivere quello che hanno provato durante quei 24 e (per tanti) infiniti chilometri. Su e giù dal Resegone, un insolito modo per recarsi da piazza Garibaldi a piazza Cermenati. Perchè passino Moletto e Dragomir, ma per i "normali" il cuore va buttato oltre l'ostacolo parecchie volte in quei milleottocento metri di dislivello positivo (e negativo). Un anno fa, dopo aver visto e pubblicato il video di Raffaele, la decisione di mettermi "in proprio" e provare sulla mia pelle quel percorso diventato quasi mitico. Vivere le emozioni di chi arriva fino in fondo, ma soprattutto raccontare i tanti stati d'animo che si allacciano ai chilometri messi dietro la schiena.

Sono le 15.28 di sabato quando risuona il "ciak" del "cinque" dato a Rusco, Mao, Pera, Trinki, Cava, Seco, Sergio e Daniele, "Immobiliaristi", amici e compagni d'allenamento, mi guardo intorno e vedo che più di un collega ha deciso di metter giù la penna e vestire le scarpe da corsa. In fondo siamo tutti solleticati dal poter provare quello che raccontiamo e la ResegUp è l'occasione perfetta per farlo. Il "via", che arriva con cinque minuti di ritardo, diventa effettivo solo all'ingresso in via Cavour, quando il serpentone si snellisce e si allunga tra due ali di folla festante. In centinaia conserveranno a lungo il video della partenza e già questo è motivo d'orgoglio. Durante i primi due chilometri nemmeno mi accorgo del caldo, preso come sono a guardarmi in giro alla ricerca di una faccia amica. Vedo anche Fausto, pronto con la nostra telecamera a documentare tutto. La scalinata verso Falghera riporta tutti sulla terra: le gambe iniziano a dare alcune risposte, tutto sommato positive. Passato il primo ristoro, si palesa la prima rogna: i residui di un'infiammazione al ginocchio destro si fanno sentire, imponendo un ritmo più basso. 

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