«Il Covid si è portato via mio papà e ora rischio il lavoro. Vi chiedo un aiuto»

L'appello ricco di coraggio, sentimento e dignità di una negoziante di Calolzio: «Non siamo neppure riusciti a dirgli addio. Ora non voglio arrendermi». Tra i problemi i costi e le tasse

 

Il Covid le ha portato via il papà, al quale non ha potuto nemmeno dare l'ultimo saluto. Ora il maledetto virus sta per portarle via pure il lavoro. Marianna Cavenago, negoziante di Calolziocorte, ha deciso di lanciare una raccolta fondi per salvare la propria gioielleria in centro città. Un appello forte e coraggioso lanciato anche tramite un video a tratti toccante. Una testimonianza del dolore di una figlia, accompagnato dalla durezza di una sfida economica complicatissima, e aggravata dai tanti costi che la donna deve affrontare, tra cui affitto, tasse e contributi. Ma Marianna non vuole arrendersi, e in tanti in queste ore le stanno manifestando vicinanza e solidarietà. La sua vicenda è il simbolo di tante altre storie che purtroppo stanno toccando da vicino anche altri italiani in questo momento di emergenza.

Marianna e il papà-2

«Ho deciso di girare questo video per chiedere aiuto - spiega Marianna - Lo chiedo a tutti coloro che hanno realizzato il loro sogno. Non sono pronta a rinunciare al mio. Scusatemi per la commozione. Mi sono posta più volte una domanda etica: è giusto condividere questo video? Penso però che chiedere aiuto possa essere prezioso tanto quanto donarlo. Anche se serve coraggio per farlo».

Il link per la raccolta fondi

L'esercente calolziese ricorda quindi il dolore di queste settimane da incubo per la scomparsa del papà Luigi Cavenago, prima di affrontare, dati alla mano, il tema del lavoro. «A metà marzo è accaduta una cosa terribile, a mio papà è stato diagnosticato il Covid - ricorda Marianna con la voce rotta dalle lacrime - Ricoverato a Lecco, dopo una settimana purtroppo è morto. Lo avevamo sentito al telefono poche volte, la sua voce era debole. L'ultimo messaggio che gli ho scritto non è neppure riuscito a leggerlo, l'ho capito guardando il suo cellulare quando sono state riportate le sue cose a casa... Non siamo riusciti neppure a salutarlo e questo mi fa ancora più rabbia, mi dà ancora più dolore. Mio papà aveva 73 anni e soffriva anche di altre patologie, ma nessuno di noi avrebbe mai pensato che sarebbe arrivato adesso il momento di salutarlo. Stava bene, era attivo. Per qualsiasi consiglio, tutti si rivolgevano a lui. Anch'io per il negozio contavo sulle sue indicazioni, anche per la sua esperienza di imprenditore».

La voce di Marianna, a questo punto, diventa ancora più debole e commossa. «Oltre a questa perdita c'è il negozio che è fermo da oltre due mesi. Tutti ora mi dicono giustamente che devo reagire anche per il lavoro, che devo rimettermi in piedi. Però mio papà se n'è andato in silenzio, senza un funerale, senza un saluto da parte di nessuno. Si parla poco di questo terribile aspetto. In questa situazione reagire diventa ancora più difficile. Penso a tante altre persone che come me stanno provando la stessa terribile situazione». 

Marianna calcoli-2

Da qui il problema del negozio, dei fondi complicati da ottenere per una burocrazia ancora più terribile da affrontare in queste circostanze, dei costi da sostenere. «Io il primo di aprile ho puntato la sveglia alle 4 di notte per prendere i 600 euro Inps. Ora vorrei farvi un elenco molto pratico di tutti costi che ho e farvi così toccare con mano il problema della liquidità... Iniziamo con l'affitto che dovrò pagare a breve e che verso semestralmente: 3400 euro più marche da bollo. Coma aiuto c'è il credito di imposta deciso dallo stato, ma sono soldi che non arrivano subito, li potrò scalare. Come contributi pago 2.500 euro circa all'anno grazie alle agevolazioni del regime forfettario, ma sono comunque 630 euro ogni trimestre. La tasse restano, mentre davanti a me si apre un periodo difficile in cui le famiglie non avranno da spendere o preferiranno non farlo visto il momento. Ho poi alcuni conti in sospeso con alcuni fornitori...».

«Lancio questo appello per non rinunciare a un sogno»

La lista di Marianna continua e viene ben illustrata nel video. Numeri che parlano chiaro, troppe volte sottovalutati da chi non vive da vicino situazioni di questo tipo e che in un momento di dolore come quello della famiglia Cavenago - e di altri italiani - pesano come macigni. Ma Marianna non vuole arrendersi. La speranza è che ora non sia sola, e che il suo sorriso possa riaccendersi al più presto. «Per me lanciare questo appello significa combattere per un sogno, non voglio rinunciarci. Grazie a chi sarà al mio fianco. Ciao a tutti».

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