25 aprile a Lecco. Il discorso del sindaco Brivio: «Occorre ritrovare l'unità di popolo»

Il primo cittadino ha presieduto la cerimonia civile al Monumento ai Caduti

Come da tradizione anche a Lecco si è tenuta la cerimonia in ricordo della Liberazione. Le stringenti norme per il contimento del Coronavirus hanno consentito lo svolgimento dell'appuntamento in tono minore diviso in due momenti, cui hanno preso parte anche le altre autorità:

  • ore 9.30 - Cerimonia religiosa nella Basilica di San Nicolò.
    S. Messa celebrata dal prevosto di Lecco Mons. Davide Milani.
  • ore 10.30 - Cerimonia civile al Monumento ai Caduti in largo Montenero.            
    - Deposizione delle Corone (Comune-Provincia, Regione, Anpi provinciale Lecco)   
    - Lettura del Decreto di conferimento della Medaglia d’argento al Comune di Lecco per l'attività partigiana.                              
    - Momento di raccoglimento in ricordo dei Caduti della Resistenza, con esecuzione musicale del “Silenzio” (Corpo Musicale Alessandro Manzoni di Lecco). 

Presenti anche Claudio Usuelli, presidente della Provincia di Lecco, Enrico Avagnina, presidente Anpi provinciale, Antonio Rossi, sottosegretario di Regione Lombardia, il gr. uff. Filippo Di Lelio, presidente del Consiglio dell'Assoarma, e Monica Porta, Comandante della Polizia Locale di Lecco. Come di consueto è stato acceso il braciere posto di fronte alle lapidi con i nomi dei caduti e sono state posate delle corone di fiori. Presente, per l'accompagnamento musicale, il Corpo Musicale "Alessandro Manzoni".

«Non c'è nessuno di noi che non colga lo stridente contrasto tra la Festa della Liberazione e la libertà condizionata alla quale ci sta costringendo il coronavirus - ha detto il sindaco Brivio nel suo discorso alla cittadinanza -. Voglio premettere che non ho condiviso sin dall'inizio la simmetria e le similitudini tra l'ultima guerra e questa pandemia. Capisco la necessità di semplificare per dare sostanza alla tragedia del secolo scorso e alla sciagura universale di questo tempo. Capisco anche i richiami all'economia di guerra per certe analogie che saranno ancora più esplicite nei giorni che verranno, ma un conflitto mondiale è profondamente diverso da una pandemia. Troppe le differenze su ogni piano per avvicinare e drammatizzare una situazione che è già drammatica di per sé».

25 aprile: il ricordo

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