Confartigianato difende la categoria "Benessere": «Deve poter riaprire prima»

Missiva ai parlamentari per intervenire e convincere il Governo ad anticipare il ritorno all'attività di parrucchieri e centri estetici: «Nel nostro territorio a rischio 700 imprese»

Riaprire prima della data stabilita. Prosegue l'azione di pressing da parte di Confartigianato sul Governo affinché la categoria Benessere possa riprendere l'attività prima della data annunciata del 1° giugno 2020.

La Confederazione era già intervenuta lo scorso 21 aprile evidenziando i rischi che sarebbero derivati dal protrarsi del periodo di chiusura delle imprese di settore. A seguito delle ultime disposizioni,  si ritiene necessaria un'azione coordinata a livello nazionale di sensibilizzazione dei parlamentari affinché sollecitino il Governo a riprendere in esame il problema e anticipare la data di riapertura.

Confartigianato Imprese Lecco ricorda che nella nostra provincia sono circa 700 le imprese artigiane del settore, per un totale di 1.600 addetti, che a causa di questa scelta del Governo rischiano di non poter proseguire la propria attività. Il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva, e il presidente della categoria Servizi alla Persona Giuseppe Lacorte hanno scritto ai parlamentari per smuovere le acque. «Siamo rimasti sinceramente stupiti dalle dichiarazioni rese domenica 26 aprile dal Presidente del Consiglio quando abbiamo appreso che la data indicata per la riapertura delle attività di acconciatura ed estetica, sarà quella del 1° giugno» si legge nella nota.

La formazione targata Confartigianato Lecco non si ferma, ma prosegue in modalità on line

«Siamo rimasti stupiti perché evidentemente quanto da noi segnalato nei giorni scorsi al Governo - quando ci siamo messi a disposizione per individuare modalità per poter consentire lo svolgimento delle attività nella assoluta sicurezza - non è stato preso con il dovuto peso e l'adeguata considerazione: forse non è stato ritenuto importante apprendere che il lockdown abbia consentito a centinaia di operatori abusivi e irregolari di girare di casa in casa, aggravando una piaga già preoccupante. Con senso di responsabilità abbiamo elaborato e presentato tempestive e dettagliate proposte al Ministro dello Sviluppo Economico su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle Autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia, igienizzazione. Proposte che penalizzano fortemente le possibilità di ricavo delle imprese, ma tuttavia indispensabili. Purtroppo non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ora non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per la ripresa nostre attività, con tutto il rispetto per i musei che non scappano, che non possono essere fruiti dagli stranieri e che non rischiano il fallimento. Del resto, al 1° giugno cosa potrebbe essere fatto di più rispetto ad oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio?».

Da qui la richiesta ai singoli parlamentari di «sostenere le legittime istanze del settore con tutti gli strumenti a sua disposizione, affinché il Governo possa riprenderle rapidamente in esame e conseguentemente disporre di uno sblocco a breve scadenza delle attività».

Proposte di carattere organizzativo

  • Svolgimento delle attività esclusivamente su appuntamento (telefonico, tramite app o mail)
  • Presenza di un solo cliente per volta in area reception, spogliatoi, servizi igienici
  • Permanenza dei clienti all'interno dei locali limitatamente al tempo strettamente indispensabile all'erogazione del servizio/trattamento
  • Adozione - per le imprese maggiormente strutturate - di orari di apertura flessibili con turnazione dei dipendenti

Limitatamente ai saloni di acconciatura che - contrariamente ai centri estetici - normalmente non dispongono di spazi chiusi nell'ambito dei quali circoscrivere la presenza a un solo cliente per operatore:

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  • delimitazione degli spazi con applicazione sul pavimento di scotch di colore ben visibile
  • utilizzo di postazioni alternate sia nella zona del lavaggio che nelle zone trattamenti
  • distribuzione della clientela tra gli addetti in modo tale che ciascun operatore abbia in carico
  • un massimo di due clienti contemporaneamente qualora uno dei due sia in fase di attesa
  • tecnica (tempo di posa del colore)

Proposte di carattere igienico-sanitario

  • Utilizzo mascherina e guanti
  • Utilizzo di occhiali protettivi o visiera in plexiglas per i trattamenti per i quali non può essere garantita la distanza interpersonale di un metro (per gli acconciatori limitatamente ai servizi di taglio/cura della barba)
  • Igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ogni trattamento/servizio
  • Disinfezione dei servizi igienici dopo ogni utilizzo
  • Utilizzo, ove possibile, di materiali monouso e lavaggio a temperatura adeguata e con prodotti igienizzanti dei materiali in tessuto
  • Posizionamento di soluzioni disinfettanti all’ingresso e in corrispondenza di tutte le postazioni lavoro, a disposizione di operatori e clientela

Misure aggiuntive per i centri estetici:

  • Utilizzo di soprascarpe monouso
  • Utilizzo di camici monouso o lavaggio giornaliero degli indumenti ad alta temperatura con prodotti igienizzanti
  • Accurata detersione dei lettini con ipoclorito di sodio-candeggina o alcool denaturato, e arieggiamento della cabina dopo ogni trattamento

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