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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Nuovo screening molecolare per il carcinoma della cervice uterina. Asst Lecco è hub di riferimento

L'appello alle donne ad aderire ai test. "L'obiettivo è raggiungere livelli elevati di copertura della popolazione femminile"

L'ospedale di Lecco e le istituzioni sanitarie territoriali sempre più unite nel promuovere salute e prevenzione. Entra infatti nel vivo il nuovo screening molecolare per il carcinoma della cervice uterina, con la creazione di un hub specifico che fa capo all'Asst di Lecco e un'accelerazione sul fronte dell'informazione e del coinvolgimento di un crescente numero di donne nei test.

Come illustrato in un incontro sul tema che si è tenuto oggi al "Manzoni", Regione Lombardia ha infatti implementato già da qualche tempo il nuovo modello di screening con chiamata attiva della popolazione femminile di età compresa tra 30 e 64 anni, per l’esecuzione di prelievo per ricerca di Hpv Dna e nel caso di positività di esame citologico. Le giovani donne, dai 25 ai 29 anni, eseguono un esame citologico e in caso di positività un test del papilloma virus. Questa iniziativa entra ora nel vivo e anche Asst Lecco è pronta a fare la propria parte come hub di riferimento di questo screening: dopo le chiamate inviate da Ats, i prelievi avvengono poi nei consultori dislocati sul territorio, fino alle analisi e ai controlli finali nei laboratori dell'ospedale.

Tra gli obiettivi esami più mirati

"Oggi è davvero un giorno speciale, comunichiamo un progetto di assoluta importanza per la salute delle donne - dichiara Paolo Favini, direttore generale Asst Lecco - Obiettivo prioritario dello screening è il raggiungimento di livelli elevati di copertura della popolazione femminile, con un metodo che garantisca ottima sensibilità, grande specificità e maggior appropriatezza degli esami di approfondimento (colposcopie, biopsie, etc.) per evitare esami inutili, che generano ansia ingiustificata alle pazienti e ai fini del risparmio in termini di spesa sanitaria e del mantenimento del rapporto costo/efficacia".

La presentazione del nuovo screening molecolare presso l'Asst Lecco.

Regione Lombardia ha avviato lo screening cervicale basato su Hpv Dna primario. "Per motivi di qualità e di costo sia le attività di lettura citologica sia l’esecuzione del test Hpv necessitano di un lavoro di centralizzazione - aggiunge Favini - Il bacino di popolazione che fa capo al nostro hub è rappresentato dal territorio di Ats Brianza con 327.973 e dal territorio di Ats Montagna con oltre 40.000 donne e un’attività di screening che durerà 5 anni". L’organizzazione è quanto mai complessa prevede un’equipe transdisciplinare, comprendente le due Ats equipes di Ginecologia per colposcopie e follow up clinici. "Grazie davvero a Cristina Riva che da cinque anni conduce con professionalità e passione la Struttura Complessa di Anatomia e Istologia Patologica e coordina ora il nuovo screening molecolare”.

Grazia Mazzoleni, tecnico sanitario biomedico.

"Senza alcun dubbio per noi anatomo patologi questa nuova modalità di screening per il carcinoma della cervice uterina rappresenta un cambiamento epocale, poiché dal metodo tradizionale del pap test si passa, nella maggior parte dei casi, alla ricerca del virus in prima battuta - sottolinea Cristina Riva, direttore Anatomia e Istologia patologica Asst Lecco - La citologia viene allestita su 'strato sottile' solo in donne positive all’Hpv, e ciò comporta un approccio differente alla lettura microscopica del preparato".

"La maggior parte delle infezioni da Hpv è transitoria"

"La maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria; il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare l’effetto patogeno - precisa Silvia Tonolo, direttore Microbiologia e Virologia Asst Lecco - La persistenza dell’infezione è la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma - Fino a poco tempo fa l’unico modo per prevenire il tumore della cervice era attraverso il pap test. Data l’eziologia virale del carcinoma, oggi esiste un’ulteriore possibilità di prevenzione ossia lo screening con il test Hpv Dna. Si tratta di un test molecolare che ricerca il Dna di Hpv oncogeni ad alto rischio a partire da un prelievo di cellule cervicali. L’esame è altamente automatizzato e sicuro. Esiste ormai una chiara evidenza scientifica che uno screening eseguito con il test molecolare sia più efficace dello screening basato sul pap test, poiché in grado di rilevare la presenza del virus, quindi l’infezione, prima della comparsa delle alterazioni cellulari".

Il ginecologo subentra (se necessario) in un secondo momento

"Per i ginecologici che si occupano di tumore della cervice uterina, la possibilità di implementare la prevenzione di questo tumore è di fondamentale importanza - spiega inoltre Antonio Pellegrino, direttore Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Manzoni - Il tumore della cervice uterina purtroppo colpisce anche donne giovani. Lo screening viene effettuato, a seconda della fascia d'età, con pap test o Hpv Test. Il ginecologo subentra in un secondo momento quando uno dei due test risulti positivo, offrendo alla paziente, sempre nell'ambito dello screening e quindi a titolo gratuito, l'approfondimento diagnostico tramite la colposcopia ed una eventuale biopsia, a cui segue il trattamento chirurgico laddove necessario. Il tutto in un percorso organizzato e codificato attraverso cui la paziente viene guidata".

Da sinistra Antonio Pellegrino, Cristina Riva,  Paolo Favini, Silvia Tonolo e Antonina Ilardo di Ats brianza.

Nuove opportunità di prevenzione

L’incidenza e la mortalità per carcinoma della cervice uterina sono marcatamente diminuite (di oltre l’80%) da vari decenni grazie alla diffusione dello screening mediante pap test. "È oggi ampiamente dimostrato - è stato infine spiegato nell'incontro di oggi all'ospedale Manzoni - che l’infezione da papilloma virus umano (Hpv) è la condizione necessaria per lo sviluppo del carcinoma della cervice e delle lesioni preneoplastiche, che si sviluppano a seguito di infezione persistente nel corso di cinque o più anni di virus Hpv denominati 'ad alto rischio'. Solo questi tipi virali possono integrarsi nel genoma e interferire coi normali processi di regolazione del ciclo cellulare. L’individuazione dell’Hpv, come causa del carcinoma della cervice uterina, ha aperto nuove opportunità di prevenzione, in particolare di prevenzione primaria tramite il vaccino e di prevenzione secondaria, mediante la ricerca dell’Hpv Dna per individuare le infezioni e trattare precocemente le lesioni 'iniziali'. Esiste chiara evidenza scientifica che uno screening con test Hpv Dna è più efficace della sola citologia con pap test nel prevenire i tumori invasivi della cervice uterina". 

L'incontro di presentazione nell'aula magna dell'ospedale Manzoni.

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