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AstraZeneca: per la Moratti «nessun allarme rinunce, solo richiesta di informazioni»

L'assessore al Welfare rassicura: «Solo il 5% rifiuta questo vaccino». Ma sui numeri è scontro. Il consigliere Carretta (Azione): «La percentuale è al 15% ed è in aumento. chi rifiuta finisce in coda»

Secondo Regione Lombardia le rinunce a vaccinarsi con AstraZeneca sono irrisorie, mentre sono in aumento considerevole le domande di approfondimento e di spiegazione sul vaccino.

Lo ha dichiarato la vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, chiarendo come nei centri vaccinali lombardi non siano in crescita i rifiuti di farsi somministrare AstraZeneca, quanto piuttosto preoccupazioni ed esigenze di avere maggiori informazioni.

«Nel corso delle anamnesi - spiega Mortatti - i nostri medici stanno ricevendo una crescente domanda di approfondimenti su AstraZeneca da parte dei cittadini che però, grazie soprattutto alla competenza, alla chiarezza e alle rassicurazioni del personale medico, accettano nella pressoché totalità di farsi vaccinare". Nessun "allarme-rinunce2 in Lombardia dunque per AstraZeneca - conclude Moratti - perchè a oggi è meno del 5% dei cittadini che sarebbero vaccinati con questo vaccino a rifiutare effettivamente la somministrazione. Una conferma della fiducia risposta nella scienza e nei medici da parte dei nostri concittadini che stanno aderendo in modo esemplare alla fase vaccinale volta a combattere e vincere la pandemia».

Carretta: «Potenziare la figura del Vax manager»

Sulla cifra di persone che rifiutano il vaccino di AstraZeneca, però, c'è confusione. Se per la Moratti è circa il 5%, per il consigliere regionale di Azione, Niccolò Carretta, è il 15% e sarebbe in aumento. Dopo l'audizione odierna del direttore generale Welfare Giovanni Pavesi in Commissione Sanità, Carretta ha così commentato la situazione vaccini, toccando argomenti importanti come il "vax manager" e, appunto, AstraZeneca.

«Il ruolo di Vax Manager individuato per ogni Ats della regione e dedicato al servizio di assistenza al percorso di somministrazione del vaccino per le persone con disabilità e fragilità è un servizio giusto e importante. Va però detto che nelle ultime ore sono parecchie le segnalazioni di persone che non riescono a entrare in contatto con queste figure o che le e-mail inviate ricevono risposte sommarie e non esaustive. Ho chiesto direttamente al dottor Pavesi di potenziare il servizio, che trovo importante e corretto; soprattutto per le Ats più grandi occorre affiancare al Vax manager personale pronto e preparato per aumentare le linee telefoniche dedicate e per rispondere in tempi rapidi alle domande dei cittadini».

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«Su AstraZeneca - prosegue Carretta - il tema dei rifiuti sta diventando sempre più un problema da affrontare. È sul 15%, con un trend in crescita costante, la percentuale di persone che rifiutano questo vaccino. Anche qui ho chiesto una campagna di comunicazione capillare e informativa perché è importante che i cittadini sappiano che i rischi sono bassissimi e che soprattutto se si rifiuta volontariamente si finisce in fondo alla lista che comporterà una vaccinazione presumibilmente al termine della campagna massiva. Non possiamo permetterci che molti anziani over 70 scelgano di non vaccinarsi per paure legittime dettate dall’allarmismo diffuso e privo di senso scientifico».

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