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Vaccino AstraZeneca, l'Italia lo raccomanda «ai pazienti over 60»

Il piano del Governo cambia dopo che l'Ema ha dato il proprio responso sul preparato. All'estero riservato a chi ha più di 55 anni

Vaccino AstraZeneca? Consigliato agli over 60. Questo è quanto deciso nel pomeriggio di mercoledì dal Ministero della Salute su indicazione del Comitato tecnico scientifico dopo la decisione presa dall'Ema. Nonostante sia consigliato un uso preferenziale per gli over 60, il vaccino AstraZeneca resta utilizzabile in tutte le fasce di età della popolazione sopra i 18 anni come spiegato dal direttore generale dell'Aifa, Nicola Magrini. Così come il presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Franco Locatelli, ha chiarito che «non ci sono motivi per sconsigliare la somministrazione di AstraZeneca per coloro che hanno già ricevuto la prima dose».

Un provvedimento con le nuove indicazioni per il vaccino AstraZeneca è stato annunciato ai governatori dal ministro della Salute Roberto Speranza. Come spiegano fonti del governo la possibilità di destinare le dosi del vaccino Astrazeneca agli over 60, 'scudando' i più giovani con Pfizer, Moderna e J&J non comprometterebbe l'obiettivo che il premier Mario Draghi ha indicato, ovvero di «raggiungere le 500mila vaccinazioni al giorno a fine mese». La rimodulazione della somministrazione del vaccino anglo-svedese di fatto sarebbe un incentivo a vaccinare di più gli over-60.

La decisione presa oggi dopo il riscontro di effetti collaterali rari ma superiori alle attese nelle fascia di età fino a 60 anni. Come spiegato da Locatelli: «Rari casi di trombosi si sono verificati nei 14 giorni successivi alla prima dose e in linea con i paesi europei è stato scelto l'utilizzo preferenziale del vaccino Astrazeneca per la popolazione sopra i 60 anni di età». In Francia e Belgio il vaccino Astrazeneca solo a chi ha più di 55 anni, in Germania e Spagna hanno di fatto sposato la linea di un uso preferenziale sopra i 60 anni.

Come cambia il piano vaccinale dopo il caso Astrazeneca

L'ennesimo colpo di scena sul vaccino di Astrazeneca - ora raccomandato per gli over 60 dopo esser stato consigliato per gli under 55 e poi esteso a tutte le classi di età -  tocca i richiami per almeno 2 milioni e 300mila italiani da gestire e strategia vaccinale da rivedere.

Da domani si partirà con le prenotazioni dedicate ai 60-79enni delle somministrazioni del vaccino Vaxzevria (AstraZeneca) mentre restano da rimodulare le vaccinazioni del personale scolastico, forze armate e forze di polizia, le categorie prioritarie alle quali finora è stato riservato Astrazeneca. Senza contare il rischio di avere vaccini che non verranno inoculati perché vi sarà chi sarà giustamente impaurito da questi cambi in corsa.

Come detto per evitare che le dosi restino nei frigoriferi la soluzione individuata da Figliuolo è di somministrare Astrazeneca fin dalle prossime ore alle circa 13 milioni di persone della categoria 60-79 anni: si tratta di 13,6 milioni di persone, delle quali oltre 2,2 milioni hanno già ricevuto la prima dose. 

Un problema non da poco per le Regioni con il rischio di andare avanti solo con le seconde dosi almeno fino a quando non arriveranno le 52 milioni di vaccini previsti nel secondo trimestre: Astrazeneca aveva già fatto sapere che il 14 aprile consegnerà il 50% di quanto previsto, 175 mila dosi anziché 340 mila (che dovrebbe però reintegrare tra il 16 e il 23 aprile). Pfizer ha terminato la distribuzione di un altro milione e mezzo di dosi, che serve però solo a dare ossigeno ai territori, mentre Moderna dovrebbe consegnare non prima del fine settimana. E Johnson & Johnson ha già fatto sapere che il 16 non manderà più di 400mila dosi. Tutti elementi che allontanano sempre di più l'obiettivo delle 500mila vaccinazioni al giorno per la metà di aprile. 

Il Generale Figliuolo ha chiesto ai Presidenti delle Regioni di continuare le somministrazioni dando priorità alle persone fragili e ultra-ottantenni. 

Astrazeneca da domani a 60-79enni

  • L'orientamento del Consiglio superiore di Sanità è quello di somministrare il vaccino AstraZeneca in via preferenziale agli over 60;
  • Non emergono controindicazioni per i richiami. Pertanto si potrà procedere con Astrazeneca per chi dovrà ricevere la seconda dose anche sotto i 60 anni; 
  • Alle 20:00 è iniziata una riunione tra il Governo e le Regioni sui vaccini Astrazeneca, dopo il pronunciamento dell'Ema. Per il governo parteciperanno la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini e il ministro della Salute Roberto Speranza. Alla riunione parteciperà anche il commissario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo. 
  • Alle 21 è iniziata una conferenza stampa al ministero della Salute con il Presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, il Direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco Nicola Magrini e il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza. 

Il Presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli all'incontro tra Governo e Regioni ha spiegato la posizione del Cts fatta propria dall'esecutivo: «Considerando i dati sulla letalità (per coronavirus) che confermano che le vittime perlopiù sono anziani, l'idea anche per Italia è di raccomandare l'uso preferenziale oltre i 60 anni. Non abbiamo elementi per scoraggiare la somministrazione della seconda dose».

Quanto ai rari effetti collaterali del vaccino anglo-svedese e al pronunciamento dell'Agenzia di farmacovigilanza europea Locatelli ha spiegato: «Mentre l'altra volta non si era trovato un nesso di causalità - avrebbe detto Locatelli secondo quanto riferito da fonti presenti all'incontro - oggi è dichiarato plausibile anche se non dimostrato. È più frequente fino ai 60 anni di età, con complicanze più in soggetti donne e sotto i 60 anni. Solo dolo dopo la prima somministrazione, nell'arco di due settimane».

Il commissario Figliuolo ha spiegato che da domani 8 aprile sarà aperta alla categoria 60-79 anni la vaccinazione con Astrazeneca. «Una platea di circa 13 milioni di persone, due milioni dei quali hanno già avuto la prima dose». 

Astrazeneca, la decisione di Ema: «I benefici superano i rischi»

AstraZeneca e i casi rari di trombosi: i sintomi e quando chiamare il medico

L'Agenzia Europea del Farmaco (Ema) oggi ha confermato il possibile legame fra il vaccino anti-Covid di AstraZeneca e alcuni casi estremente rari di eventi trombotici, confermando tuttavia un giudizio positivo sul rapporto rischi-benefici del farmaco. 

Alla luce dei dati esaminati Ema ha concluso che le trombosi con bassi livelli piastrinici dovrebbero essere elencati fra gli effetti collaterali molto rari del farmaco Vaxzevria. Al 4 aprile erano stati registrati un totale di 222 casi di coaguli del sangue su 34 milioni di persone vaccinate con il siero AstraZeneca e il comitato per la sicurezza dell'Ema ha esaminato un totale di 86 casi, 18 dei quali mortali. Segnalati anche tre casi di trombosi, simili a quelle di AstraZeneca, su 4,5 milioni di somministrazioni con il vaccino di Johnson&Johnson. E 35 casi di trombosi cerebrale dei seni venosi Cvst per Comirnaty, il vaccino anti-Covid di Pfizer e BioNTech, su 54 milioni di vaccinati, e 5 casi per Moderna su 4 milioni di vaccinazioni.

Al momento gli effetti collaterali riguardano soprattutto donne minori di sessant'anni, entro un intervallo di due settimane dalla somministrazione del vaccino: tuttavia, non è stato confermato alcun fattore di rischio specifico e pertanto l'autorità europa non ha raccomandato misure specifiche a causa del diverso modo in cui sono utilizzati i vaccini nei vari paesi.

L'Ema conferma come sia più pericoloso contrarre il Covid piuttosto che riscontrare un esito fatale per gli effetti collaterali del vaccino astrazeneca. Tuttavia ricorda che in caso di insorgenza di questi sintomi dopo la vaccinazione occorra interpellare urgentemente il medico.

Astrazeneca, i Paesi che limitano le vaccinazioni

Gli Stati Uniti non utilizzeranno AstraZeneca: «Non ne hanno bisogno - ha detto oggi Anthony Fauci parlando con la Cnn - abbiamo già tre vaccini eccellenti nel paese e anche se la Food and Drug Administration dovesse giudicare quello AstraZeneca un buon vaccino e dare l'autorizzazione di emergenza - "il che potrebbe succedere" - abbiamo già dosi sufficienti di buone immunizzazioni in America».

Intanto in Europa aumentano i paesi che limitano l'uso del vaccino: il Belgio ha deciso la sospensione della somministrazione per gli adulti di età compresa tra i 18 e i 55 anni dopo «recenti pareri scientifici» come spiegato dal ministero della Salute in un nota. Agli under 56 verranno dati vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna.

Nel Regno Unito, ai giovani con meno di 30 anni verrà offerta un'alternativa al vaccino Oxford/ AstraZeneca per il link con i rari casi di trombosi nel sangue. Il comitato congiunto del governo per la vaccinazione e l'immunizzazione JCVI chiede di offrire gli adulti sani di età compresa tra i 18 ei 29 anni, un vaccino diverso quando disponibile. Sono 76 i casi di trombosi rare e 19 i morti registrati nel Regno Unito fra le circa 20 milioni di persone che hanno utilizzato finora il vaccino anti Covid sviluppato dall'Univertsità di Oxford e prodotto da AstraZeneca. 

Come ha anticipato il ministro della Salute olandese Hugo De Jonge in un post su Facebook i Paesi Bassi ne sospendono l'uso nei minori di 60 anni. Una decisione già presa dall'Estonia sempre per i rischi connessi ad una rara coagulazione del sangue.

Non solo Europa. La Corea del sud ha deciso oggi di sospendere la somministrazione del vaccino anti-Covid Astrazeneca sulla popolazione di età inferiore ai 60 anni. Sarà inoltre sospeso - secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Yohnap - il programma vaccinale che sarebbe partito domani a base dello stesso antidoto e rivolto a istruttori, professori e maestri per un totale di 70mila persone.

Astrazeneca: «Modificheremo bugiardino»

AstraZeneca ha affermato oggi in un comunicato che sta lavorando con i regolatori europei e britannici per modificare le informazioni sul suo vaccino Covid-19 dopo che le autorità hanno affermato di sospettare che possibili coaguli di sangue siano un raro effetto collaterale del suo preparato. I regolatori di Ue e Gb «sono giunti alla conclusione che questi eventi hanno un possibile collegamento al vaccino e hanno chiesto che siano elencati come un potenziale effetto collaterale estremamente raro. AstraZeneca ha collaborato attivamente con le autorità di regolamentazione per implementare queste modifiche alle informazioni sul prodotto», scrive il gruppo anglo-svedese. «Entrambe queste revisioni hanno ribadito che il vaccino offre un alto livello di protezione contro tutte le forme gravi del Covid-19 e che questi benefici continuano a superare di gran lunga i rischi», conclude la casa farmaceutica.

Quali sono i rischi del vaccino Astrazeneca

La reazione autoimmune alla base degli eventi trombotici rari osservati in relazione alla somministrazione del vaccino AstraZeneca, rilevata oggi dall'Agenzia europea dei medicinali Ema, «potrebbe essere causata dal vettore virale utilizzato per il vaccino, ma si tratta di un'ipotesi che richiede ulteriori studi». Ad affermarlo è il farmacologo Antonio Clavenna, del dipartimento Salute pubblica dell'Istituto Mario Negri di Milano. "La tecnologia del vaccino AstraZeneca prevede infatti l'utilizzo di un adenovirus da scinpanzè per trasportare la proteina Spike del SarsCov2. L'ipotesi è che l'utilizzo di un virus come vettore possa, in determinati soggetti che hanno magari una particolare predisposizione, portare alla formazione di anticorpi che vanno ad agire contro l'organismo stesso. Una ipotesi da approfondire anche in relazione al vaccino di Johnson & Johnson, che utilizza la stessa tecnologia a vettore virale e per il quale l'Ema ha segnalato tre eventi rari trombotici su 4,5 milioni di vaccinati. Quanto ai «maggiori o minori rischi rispetti ad altri vaccini largamente impiegati, è impossibile fare dei paragoni», rileva l'esperto. Infatti, chiarisce, «il vaccino antinfluenzale, ad esempio, utilizza una piattaforma differente, ovvero si avvale dello stesso virus inattivato o di componenti del virus e dunque non paragonabili sono gli effetti collaterali e per l'antinfluenzale non si segnalano reazioni autoimmuni». Inoltre, osserva, «l'Ema non ha identificato fattori di rischio collegati a età o sesso. Il fatto che le trombosi rare si siano rilevate maggiormente in donne sotto i 60 anni, infatti, potrebbe essere dovuto alla circostanza che proprio questa fascia di età e le donne sono state le categorie maggiormente immunizzate con il vaccino AstraZeneca». Ad ogni modo, sottolinea Alessandro Mugelli, past president della Società italiana di farmacologia, «resta favorevole il rapporto rischio-beneficio per questo vaccino. Il rischio di eventi avversi, sia pure rari, va infatti valutato rispetto alla gravità della malattia da cui il farmaco o vaccino deve protegger. Tutto è cioè relativo alla gravità della malattia e l'infezione da Covid-19 nel nostro Paese fa, purtroppo, ancora centinaia di morti ogni giorno».

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