Covid-19, «sfatiamo il mito: in Lombardia tasso di ospedalizzazione fra i più bassi»

L'analisi dei dati del consigliere regionale di Italia Viva Patrizia Baffi: «È quanto emerge dal raffronto con le altre regioni italiane, contrariamente ad alcune diffuse convinzioni»

Il consigliere regionale di Italia Viva Patriza Baffi

Sfatare il mito per cui la Lombardi aè costantemente la regione più colpita dalle gravi conseguenze della pandemia da Covid-19. Con questo spirito il consigliere regionale di Italia Viva Patriza Baffi ha reso noti i dati relativi al rapporto tra il numero dei pazienti covid ricoverati negli ospedali e il totale di positivi rilevati a livello regionale il 14 settembre 2020 e, a ritroso, il 14 di ogni mese a partire dal mese di marzo, ossia dall'inizio della gestione dell'emergenza.

«Dopo aver analizzato l'andamento del tasso di ospedalizzazione in Lombardia ho elaborato un raffronto con le altre regioni italiane, senza voler fare concorrenza agli statistici, ma con l'intento di gettare un seme per avviare confronti meno improntati al tifo ideologico e più attinenti ai dati reali - spiega Baffi - L'analisi e la comparazione fra il numero dei ricoverati e quello dei contagiati su scala regionale dimostra che il tasso di ospedalizzazione è in effetti sensibilmente diverso lungo il territorio peninsulare, con qualche sorpresa, almeno rispetto ad alcune diffuse convinzioni».

Il caso più eclatante, secondo i dati della Baffi, è quello della Lombardia, che, a dispetto della nomea di regione dedita a ospedalizzare più del dovuto i casi di Covid-19, presenta invece nelle rilevazioni più recenti un tasso fra i più bassi: soltanto il 3,28% dei positivi risulta ricoverato al 14 settembre. Al contrario, Campania e Lazio, per esempio, presentano tassi di ospedalizzazione più che doppi: rispettivamente del 7,62% e dell'8,72%.

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A fronte di una media italiana del 5,92%, nella tabella del 14 settembre, si posizionano nella parte bassa della graduatoria anche Emilia-Romagna e Veneto, entrambe comunque con tassi di ospedalizzazione superiori rispetto alla confinante regione lombarda: il 4,5% in terra emiliana ed il 3,69% in quella veneta.

«Andando a ritroso nelle tabelle si nota che Lombardia ed Emilia Romagna sono sempre state molto allineate nelle percentuali e vicine nella graduatoria delle regioni italiane, anche nel periodo di maggior stress pandemico, pur avendo due sistemi sanitari che si differenziano per impostazione. Inoltre va evidenziato che a esclusione del primo mese e mezzo, quando la rilevazione dei positivi era quasi coincidente con i malati con sintomatologia acuta, oggi, nella gestione ordinaria del virus, la Lombardia si attesta come una delle regioni con il più basso tasso di ospedalizzazione, mentre le regioni del sud , compreso il Lazio, sono costantemente con un tasso di ospedalizzazione sopra la media nazionale. Oggi possiamo affermare che la bassa incidenza dei ricoveri sul totale dei positivi in Lombardia mette in luce: una capillare azione di rilevazione in grado di tracciare un gran numero di positivi asintomatici; una gestione dei pazienti sintomatici principalmente senza ricovero ospedaliero».

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QUI - Scarica le tabelle con i dati

È plausibile che ci siano motivazioni meno evidenti in grado di spiegare in modo più analitico le differenze sul tasso di ospedalizzazione delle diverse Regioni, che richiedono analisi più approfondite. «Ma è anche evidente - conclude Baffi - che un'informazione corretta deve partire dai dati, per superare quelli che spesso divengono falsi miti. In qualità di rappresentante delle istituzioni intendo dare il mio contributo proprio ripartendo da qui».

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