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Contenimento cinghiali, abbattuti 80 capi sul Monte Muggio a Bellano

Successo per la collaborazione tra Comune e Comprensorio alpino Prealpi lecchesi per il contenimento degli ungolati. Il sindaco Antonio Rusconi: «Benefici per la collettività»

Sono ben 80 i cinghiali abbattuti nel corso del 2020, nel territorio del Monte Muggio, nel comune di Bellano. Un dato che viene ritenuto positivo nell'ambito della campagna di contenimento della proliferazione degli ungulati, comunicato nei giorni scorsi dal Comprensorio alpino Prealpi lecchesi, che ha consegnato al Comune di Bellano il resoconto degli abbattimenti.

I numeri testimoniano come la convenzione, stipulata un anno fa tra Comune e cacciatori, abbia funzionato, con un numero di capi abbattuti nel corso del 2020 pari a 80 cinghiali nel territorio del Monte Muggio su un totale di 143 del settore Valsassina (più della metà dei capi abbattuti appartiene al comune di Bellano). In particolare sono stati abbattuti 40 capi sotto i 50 kg rispetto ai 4/5 del biennio 2018 e 2019. Un'operazione, quella relativa all'abbattimento di capi di peso ridotto, che ha permesso ai cacciatori di ottenere i contributi economici da parte del Comune, portando grandi benefici al territorio.

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«Da un'idea, nata dopo alcune riunioni in Prefettura, ha preso forma questo esperimento - spiega il sindaco di Bellano, Antonio Rusconi - Quindi, grazie alla collaborazione con i cacciatori del Comprensorio alpino Prealpi lecchesi, è stata scritta una convenzione ad hoc per l'abbattimento dei cinghiali, richiamando la salvaguardia del patrimonio pubblico del Comune. L'intuizione di dare un incentivo economico ai cacciatori ha fatto sì che i danni inferti ai pascoli, agli orti, ai prati e alle mulattiere da parte di questi animali siano drasticamente diminuiti, a beneficio della collettività».

«Diminuiti i danni ai terreni»

«Sicuramente rinnoveremo la convenzione con i cacciatori - prosegue Popo Enicanti, presidente della Commissione Vendrogno ed ex sindaco del comune della Muggiasca - I benefici per il territorio di Vendrogno, ma non solo, sono evidenti: i danni ai terreni sono notevolmente diminuiti e, con essi, anche le richieste di ristori da parte di proprietari di fondi danneggiati. Speriamo che altri comuni seguano l'esempio di Bellano, per continuare questo processo di limitazione della proliferazione di questa specie».

«Condivideremo con il prefetto e gli altri enti coinvolti i risultati di questa azione di controllo che crediamo abbia avuto il merito di approcciare in modo diverso il problema dei troppi cinghiali, andando incontro ai cacciatori e dando loro benefit economici per agevolare gli abbattimenti - conclude Rusconi - Un sentito grazie va a Marco Cendali e Giacomo Denti, nostri interlocutori del Comprensorio Alpino, per la proficua collaborazione».

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