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Lunedì, 8 Agosto 2022
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Come bloccare le telefonate dei call center con il Registro delle opposizioni

Dai giorni scorsi è possibile iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni per richiedere di non ricevere più comunicazioni commerciali, sia sul fisso che sul mobile. Previste multe salate per gli operatori che non rispettano le nuove procedure

Il fenomeno del "telemarketing selvaggio" sui cellulari, cioè le telefonate commerciali indesiderate che interessano anche tanti lecchesi, è stato regolamentato in Italia a partire da mercoledì 27 luglio. Da questa data sono infatti entrate in vigore le nuove regole del cosiddetto registro pubblico delle opposizioni (Rpo). Di cosa si tratta? E come ci si iscrive a questo registro? Come illustrato dai colleghi di Today.it il registro in questione si occupa di disciplinare il trattamento dei numeri telefonici fissi e mobili degli utenti, insieme ai corrispondenti indirizzi postali. Si applica alla posta cartacea e a tutte le telefonate (effettuate da un operatore o da sistemi automatizzati di chiamata) finalizzate alla vendita diretta di beni e servizi, a ricerche di mercato oppure alla comunicazione commerciale.

Come bloccare le telefonate dei call center con il Registro delle opposizioni

Gli utenti possono dunque chiedere l'iscrizione al registro per non ricevere più telefonate indesiderate sul proprio numero di telefono mobile, oltre che fisso. L'iscrizione al servizio è completamente gratuita ed è valida a tempo indeterminato, finché si rimane intestatari della numerazione iscritta. Si può fare richiesta tramite web, compilando il modulo elettronico alla pagina www.registrodelleopposizioni.it tramite telefono, chiamando il numero verde 800.265.265; tramite email, inviando l'apposito modulo all'indirizzo iscrizione@registrodelleopposizioni.it; oppure tramite raccomandata.

Con l'iscrizione al registro si intendono revocati tutti i consensi espressi precedentemente, in qualsiasi forma o mezzo, che autorizzano il trattamento di numerazioni telefoniche nazionali. Chi procede in tal senso può revocare in qualunque momento la propria opposizione nei confronti di uno o più operatori.

Gli operatori di telemarketing che utilizzano i dati presenti negli elenchi telefonici pubblici sono tenuti a verificare con il registro le liste dei potenziali contatti. Devono anche registrarsi al sistema, gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni, e comunicare la lista con i dati delle persone che intendono contattare. Il gestore, mettendo a confronto le informazioni contenute nel registro e la lista dei contatti fornita dall'operatore, deve eliminare da quest'ultima tutti i dati degli abbonati che hanno richiesto di non ricevere più telefonate. In caso di violazione delle disposizioni, le società di telemarketing rischiano sanzioni amministrative pecuniarie fino a 20 milioni di euro. Per le imprese sono previste multe fino al 4% del fatturato totale annuo.

Alcuni call center possono aggirare i divieti

Gli utenti, inoltre, possono denunciare abusi e il mancato rispetto del registro da parte di call center e operatori, inviando una segnalazione attraverso il sito del garante per la privacy. Le nuove disposizioni del registro, tuttavia, non si applicano ai call center che hanno sede all'estero. Ecco perché l'addio al telemarketing selvaggio rischia di non essere definitivo "in ragione della presenza di operatori che agiscono nell'illegalità", ha sottolineato il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, Simone Baldelli.

In base ai dati forniti dal Codacons, il telemarketing rappresenta in Italia un business da circa 4 miliardi di euro annui e la vendita telefonica di beni e servizi produce un giro d'affari, per l'intera filiera, stimabile in 40 miliardi di euro. In Italia si contano circa 1.400 aziende di call center in "outsourcing", per un fatturato annuo di 2,8 miliardi di euro. Considerati anche quelli interni alle aziende (telefonia, energia, banche), il settore registra circa 120mila occupati. Il fenomeno si è fortemente intensificato negli ultimi mesi, al punto da arrivare oggi a una media di cinque telefonate commerciali a settimana ricevute da un utente che dispone sia di linea fissa sia mobile.

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