Giovedì, 5 Agosto 2021
Filippo Boscagli
Attualità

«Il Ddl Zan non tutela le minoranze, il Vaticano difende un diritto sacrosanto. Da Gattinoni tante banalità e un tradimento»

Filippo Boscagli, consigliere di Lecco Ideale, sul caso del momento

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Lo diciamo da sempre, il DDL Zan non tutela le minoranze, non difende i deboli, non evita le discriminazioni. Il DDL Zan inserisce invece logiche del Diritto Penale, mutuate da quelle di apologia di fascismo, per sostenere attivamente politiche di sostegno ad una visione del mondo, della famiglia e della persona esclusivamente basata sugli stili di vita dei militanti LGBT. 
Questa operazione avviene punendo il dissenso (art. 4) e limitando la libertà di educazione (art. 7). 
La mossa del Vaticano sostiene un ultimo sacrosanto diritto delle famiglie italiane, associazioni e scuole di poter ancora educare ed affrontare temi sensibili senza passare per le aule di tribunale, come sta drammaticamente avvenendo in tutti gli stati che hanno approvato simili testi.
La Santa Sede ha semplicemente difeso, secondo i termini delle nostre leggi e trattati, la laicità dello Stato dall'imposizione di una confessione di segno intollerante e laicista.

Ma è ancora possibile dissentire liberamente sul DDL Zan? Oggi chi non è d’accordo è dipinto come la strega omofoba, intollerante, da zittire o insultare via social.  

In questo contesto non posso che essere sorpreso non solo per la presenza, ma per la serie di clamorose banalità dette dal sindaco al Pride di Lecco o per l'idea di iscrivere Lecco alla rete dei comuni militanti LGBT. Il livello del dibattito sembra ridotto ad una serie di banalità su diritti, valori, tolleranza della profondità di pensiero da Stories di Instagram... 
Davvero una delusione, oltre che un evidente tradimento politico di quanto lo stesso Sindaco aveva promesso nella sua campagna elettorale, condita di lettere e firme che lo dipingevano come unico lume tutelare di una presenza cattolica che a Lecco è sempre stata importante.

Filippo Boscagli

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