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Giovedì, 26 Maggio 2022
Attualità Val San Martino / Corso Dante Alighieri

"Quei cartelli pubblicitari sono sessisti". La replica: "Non è così, regaliamo solo un sorriso"

L'intervento del gruppo "Cambia Calolzio" per due insegne lungo la Lecco-Bergamo e la replica rispetto a un'iniziativa promozionale che sta catturando l'attenzione di tanti

A Calolzio campeggiano ormai da qualche tempo e hanno già catturato l'attenzione di molti. "A noi piace farlo in piedi" con la foto di un gustoso hamburgher, e "Da noi indipendentemente dal tuo sesso i sorrisi sono gratis" con alcune parole scritte sapientemente in piccolo per rilanciare le altre più grandi e piccanti.

Quei cartelli pubblicitari con una (senza dubbio) efficace capacità di catturare l'attenzione dei passanti giocando sul doppio senso legato al sesso, sono ora rimbalzati all'attenzione pubblica animando il confronto politico locale, a seguito del comunicato stampa del gruppo di opposizione "Cambia Calolzio". Un testo nel quale gli autori dicono no a censure, ma sì al buongusto, puntando appunto l'attenzione su quesi manifesti affissi lungo la Lecco-Bergamo, all'altezza della rotonda tra corso Dante e via Mazzini.

Cambia Calolzio: "Nessuna censura, ma decoro sì"

"Di discussioni su arte, pubblicità e quant’altro attorno a rappresentazioni e messaggi sessisti ne è piena la storia non solo dei nostri giorni - scrivono gli esponenti della formazione civica di area centrosinistra guidata dal Consigliere comunale Diego Colosimo - Basti pensare alle recentissime polemiche sulla statua in bronzo della Spigolatrice di Sapri per le sinuose forme del suo fondo schiena. Noi siamo contro ogni censura. Ci piace, anche per la sua attualità, ad esempio rispetto alla guerra in corso tra Russia e Ucraina, lo slogan studentesco degli anni ’60 contro la guerra del Vietnam: 'Fate l’amore e non la guerra - si sta meglio a letto che sotto terra'. Quindi siamo solo per il buon gusto e non per la censura".

Carteloo sesso 1-3

"Ora però il sottinteso gioco di parole dei due cartelli pubblicitari esposti sull’angolo di via Mazzini dal messaggio dichiaratamente sessista, oltre che violare la legge superano quanto meno il minimo di decoro - incalzano i portavoce di Cambia Calolzio - La legge che vieta le pubblicità sessiste in Italia esiste da oltre 40 anni (codice disciplina pubblicità del 1975) e anche il recente “Decreto Infrastrutture” (n.121 del 10 settembre 2021) vieta qualsiasi propaganda di questo tipo sulle strade, così come lo stesso regolamento comunale. Ovvio e scontato che i problemi del nostro Comune siano ben altri, a partire dagli immobili comunali vuoti da anni che vanno riutilizzati, dalla insostenibile e caotica viabilità, dall’arredo urbano e quant’altro, di certo molto più importanti della secondaria pubblicità sessista, ma far rispettare le norme sulle piccole cose è il minimo sindacale di una buona Amministrazione Comunale". 

Il sindaco: "Nessun sessimo, al massimo si può discutere sul decoro. Ma le priorità non sono certo queste"

Sul tema è quindi intervenuto anche il sindaco di Calolzio Marco Ghezzi parlando di un tema non certo prioritario. "Non sono cartelli sessisti, bisogna conoscere il vocabolario prima di fare certe critiche - commenta Ghezzi - Al massimo sono manifesti un po' spinti a fondo sessuale, giudicheranno i calolziesi. Si potrebbe verificare se per caso non rispettano alcune normative in materia di decoro, ma non credo sia così. Pubblicità di questo tipo se ne vedono tante in giro. In ogni caso c'è una concessionaria che gestisce il servizio relativo alle affissioni pubblicitarie, chiederemo a questa società di fare delle valutazioni. Ma, il sessimo, ribadisco, è un'altra cosa, in quel caso saremmo intervenuti. Intanto - conclude il sindaco - gli esponenti di Cambia Calolzio hanno fatto un bel regalo al pub in questione... Io concludo dicendo che le proprità sono altre e come Amministrazione preferiamo occuparci di cose più importanti..."

Ma cosa dicono i diretti interessati? Poco ore dopo il comunicato di "Cambia Calolzio" rimbalzato anche sui social, gli ideatori dei due cartelli "piccanti" hanno replicato sulla pagina Facebook del "Garage Pub" situato proprio lungo la Lecco-Bergamo, ma poco più avanti all'ingresso della città capoluogo. E lo hanno fatto respingendo le critiche. Ecco, di seguito, cosa hanno scritto.

Cartello sesso 2-3

"Ciao amici, giriamo con molto piacere sulla nostra pagina questo bellissimo post del #nonsappiamochisiano Cambia Calolzio in merito ai nostri cartelli pubblicitari esposti in Calolziocorte. Riteniamo sia giusto che tutti possano vedere e speriamo commentare in modo positivo o negativo con le loro considerazioni. 

A vostro avviso, cari amici, in cosa siamo stati sessisti con questa comunicazione? A vostro avviso, la loro comunicazione “Siamo contro la censura” per poi voler censurare i nostri cartelli, non è contradditoria? Come lo giudicate l’agghiacciante paragone con gli slogan di guerra presente nel loro post, in questo periodo in cui la gente muore per davvero?

Attenzione però, non potete commentare il post originale sulla loro pagina perché hanno disabilitato la possibilità di farlo, sempre perché sono contro la censura. A noi non interessano le preferenze sess**li dei nostri clienti, nè il partito politico … amiamo tutti e non capiamo il senso di questa sterile polemica rispetto a dei manifesti che strappano un sorriso a chi la mattina è fermo in coda, come me. Ah, per chi non ci conoscesse … davvero dispensiamo sorrisi gratis a tutti, e quando contraccambiate noi siamo davvero felici".

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