Invito alla mobilitazione contro il nuovo regolamento sui centri di accoglienza migranti

"Cittadini, associazioni e territori insieme per una politica della convivenza e di contrasto alle marginalità sociali" bocciano il testo rivisto dal Comune di Calolzio, ma giudicato ancora troppo rigoroso e ingiusto. Domani sera il voto in Consiglio

Una delle iniziative contro le "zone rosse" organizzate la scorsa primavera in piazza Vittorio Veneto a Calolziocorte.

Il gruppo di opposizione Cambia Calolzio boccia il nuovo regolamento sull'apertura di centri di accoiglienza migranti. Si tratta del testo delle ormai ex "zone rosse" dopo la revisione della normativa definita in un tavolo di confronto tra Comune, parrocchie e associazioni del territorio. In sostanza non ci sono ci sono più no preventivi (se non per l'area della stazione già giudicata non idonea), ma il Comune potrà vagliare di volta in volta le richieste con limiti molto rigorosi. Una soluzione giudicata ancora troppo restrittiva dal gruppo rappresentato in Consiglio comunale da Diego Colosimo e Daniele Vanoli, e da alctri cittadini e associazioni che operano nel Calolziese.

Oggi è stato diffuso un documento nel quale sia gli esponenti di "Cambia Calolzio" sia "Cittadini, associazioni e territori insieme per una politica della convivenza e di contrasto alle marginalità sociali" illustrano le proprie critiche al regolamento invitando a un'ulteriore mobilitazione contro la normativa in via di approvazione. Il monento topico sarà il Consiglio comunale di domani sera, venerdì. Qui di seguito riportiamo il testo dell'appello.

Invito unitario alla mobilitazione

Da diversi mesi gruppi informali, associazioni, forze sociali e singoli cittadini hanno messo in campo un confronto aperto per chiedere all’Amministrazione comunale di Calolziocorte di cambiare rotta rispetto alle politiche restrittive nei confronti delle persone che vivono situazioni di marginalita sociale.
Considerato che:
• Con la manifestazione pubblica del 27 aprile 2019, tenutasi nella piazza del nostro Comune, centinaia di persone hanno espresso un netto dissenso al “Regolamento calolziese sulle strutture di accoglimento”;
• A seguito delle richieste prontamente espresse dalla curia calolziese e della mobilitazione sopra descritta, la prima stesura del regolamento era stata “congelata"’;
• A giugno esprimemmo, inascoltati e in modo congiunto, come realtà aderenti al percorso che culminò con la partecipazione al Consiglio comunale del 29 aprile, la volontà di metterci a disposizione del tavolo istituzionale di ristesura del regolamento. Disponibilità non presa minimamente in considerazione dal Sindaco.
Ci apprestiamo, pur con una tiepida apertura al confronto, ad assistere alla presentazione di un atto che, seppur senza gli allegati planimetrici recanti la zonizzazione del Calolziese, sancisce nuovamente un peggioramento per chiunque voglia (ente o privato cittadino) impegnarsi per un'accoglienza che punti all'emancipazione di chi si trova costretto a vivere una situazione transitoria di fragilità.
Infatti, il nuovo “Piano”, se riletto anche in virtù del fatto che la Prefettura di Lecco ha messo a bando un modello di gestione per i centri di accoglienza straordinaria che, in base al decreto sicurezza e immigrazione dello scorso 4 dicembre 2018, restringe di molto le possibilita di incidere su percorsi di reale inclusione, é totalmente inutile!

La Prefettura, qualora ne avesse bisogno, potrà comunque disporre del territorio calolziese per qualsiasi tipo di insediamento.
Significativo sarebbe stato, invece, stipulare un protocollo di collaborazione con gli enti gestori dell'ospitalita in provincia di Lecco, al fine di monitorare, seriamente, chi svolge questo tipo di servizio per la collettività, chiedendo, anche, il rispetto dei contratti dei lavoratori e delle lavoratrici impegnati nella prima e nella seconda accoglienza.

Per una mobilitazione civilmente democratica, costruttivamente propositiva, corretta e gentile. Vi invitiamo al Consiglio comunale che si terrà il 15 novembre per sostenere:
1. La nostra contrarietà all'adozione di un siffatto regolamento;
2. Discutere la possibilità di sperimentare un protocollo (calcato sul “Piano”) con gli enti gestori dell'accoglienza straordinaria in citta;
3. Aprire un nuovo spazio di confronto, pubblico e inclusivo, sulle marginalità sociali.

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Firmato: Cittadini, associazioni e territori insieme per una politica della convivenza e di contrasto alle marginalità sociali

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