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Davide Fumagalli e Ivano Venturini, rispettivamente direttore sanitario e direttore generale della Casa Madonna della Fiducia di Foppenico.

Davide Fumagalli e Ivano Venturini, rispettivamente direttore sanitario e direttore generale della Casa Madonna della Fiducia di Foppenico.

La Rsa di Calolzio sostiene la campagna "Un vaccino contro la solitudine"

Il direttore Venturini e il dottor Fumagalli: «Gli organi competenti diano l'ok alla proposta Uneba di vaccinare un parente che potrà così entrare a incontrare il proprio caro»

«La salute e la sicurezza prima di tutto. Ma non basta. Occorre fare il possibile anche per garantire il benessere psicologico delle persone anziane». Questo il messaggio lanciato lo scorso novembre da Ivano Venturini e Davide Fumagalli - rispettivamente direttore generale e direttore sanitario della Casa Madonna della Fiducia di Calolzio - in occasione dell'allestimento della "Tenda del Sorriso" per permettere a ospiti e parenti di vedersi e parlarsi in sicurezza, divisi solo da una semplice protezione.

«Prima la sicurezza, ma anche il benessere psicologico dell'anziano è importante»

Con la stessa logica Venturini e Fumagalli arrivano ora a chiedere un ulteriore passo avanti per regalare un sorriso ai nonni, lanciando la proposta di "Un vaccino contro la solitudine", ovvero vaccinare almeno un familiare di un anziano o disabile ospite di strutture sociosanitarie, permettendo così la garanzia di visite in piena serenità.

Rsa Madonna della Fiducia Calolzio ingresso-2

«Non stiamo inventando nulla, si tratta solo di una proposta lanciata già oltre un mese fa da Uneba, l'Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di assistenza sociale che a livello italiano ha proposto appunto di vaccinare un caregiver che avrebbe così la possibilità di entrare fisicamente in una Rsa per incontrare il proprio caro - spiega Ivano Venuturini - Sembra però che le autorità competenti a livello nazionale, dal Cts al Governo scendendo fino a Regione a Ats, non stiano dando risposte concrete in merito. Allora, in modo costruttivo, vogliamo rilanciare come Rsa di Calolzio questa proposta, sperando che si apra un dibattito a livello provinciale arrivando a somministrare nel Lecchese un vaccino contro la solitudine. Noi non vediamo l'ora di aprire un po' di più, sempre in sicurezza e nel rispetto dei protoccoli, la nostra Rsa ai parenti degli ospiti che ricordiamo essere già stati vaccinati da tempo, come da protocollo. Un motivo in più per accellerare con abbracci non più solo virtuali».

Il coro di Calolzio dedica un video ai nonni della casa "Madonna della Fiducia"

La posizione del direttore della casa di riposo di Foppenico - che fa capo alla parrocchia di Calolzio e alla Curia di Bergamo - è sostenuta anche dal dottor Fumagalli. «L'iniziativa sarebbe senza dubbio molto utile e, se finalmente dovessero arrivare come si spera più vaccini senza ulteriori complicazioni burocratiche, non difficile da attuare - sottolinea il direttore sanitario della Residenza Sanitario Assistenziale -  Vaccinare in modo mirato alcuni parenti degli ospiti darebbe un sostegno più generale alla campagna vaccinale, aiutando lo stesso tempo il lavoro delle strutture socio assistenziali. Ma soprattutto si darebbe un aiuto psicologico molto importante agli anziani, che da oltre un anno non vedono i propri cari».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Venturini. «Abbiamo cercato di mettere in campo iniziative importanti come la Tenda del sorriso, le videochiamate e altro, ma nulla potrà mai essere come un abbraccio, un vedersi dal vivo pur nel rispetto di precise procedure di sicurezza. Non sarebbe infatti un "liberi tutti", per entrare occorre essere vaccinati, ci sarebbe un triage all'ingresso, ma almeno si inizierebbe a tornare a una sempre più necessaria normalità. Sarebbe la svolta».

Una proposta che appare di assoluto buon senso, ma che potrebbe sollevare le critiche di qualcuno viste le recebti polemiche a livello nazionali su categorie e giovani vaccinati prima di altri, dato che la campagna vaccinale prosegue ancora a rilento. «Ovviamente serve un incremento dei vaccini, ma la critica - replicano Venturini e Fumagalli - sarebbe inappropriata in quanto qui non si ragionerebbe per categorie, non si farebbero certo favoritismi, ma si andrebbe a scegliere un singolo caregiver per il bene dell'anziano garantendo una sicurezza ancora maggiore nelle singole Rsa».

Intanto si cercano volontari per la casa di riposo

In accordo con la parrocchia guidata dall'arciprete don Giancarlo Scarpellini, la casa "Madonna della Fiducia" ha inoltre deciso di organizzare un team di volontari per aiutare il personale della Rsa in alcune attività come quella di accoglienza e sanificazione, mettendo le basi per fare compagnia appena possibile, con visite e iniziative mirate, ai nonni ospiti della struttura.

Rsa Calolzio cartello-2

«In questo periodo di pandemia, chi entra in casa di riposo è sottoposto ad ogni entrata a un controllo stretto: misurazione delle febbre, sanificazione, firma di autocertificazione, tenuta di mascherina e di distanza - spiegano infine Venturini e Fumagalli - Questo compito purtroppo sta assorbendo tempo al personale dipendente della casa di riposo distogliendolo in tal maniera dalla cura degli ospiti della Rsa. Per questo motivo si sta pensando, inizialmente per questo periodo di pandemia, di ricorrere a persone volontarie che possano svolgere questa semplice mansione di controllo. Più avanti valuteremo poi se sviluppare altre iniziative, come speriamo».

I giorni interessati dal servizio sono i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 15 alle 18. Naturalmente più saranno i volontari più il lavoro verrà suddiviso. Chi fosse interessato a rendersi disponibile può contattare l'ufficio della parrocchia di San Martino Vescovo al numero 0341 635800.

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