Calolzio, contro le "zone" si muove la minoranza: chiesta la revoca del regolamento

Protocollata un'interrogazione dal gruppo "Cittadini Uniti per Calolziocorte", volta a richiedere la revoca del discusso regolamento. "Cambia Calolzio", associazione "L'Altra Via" e circolo Arci studiano un ricorso legale e un'azione civile antidiscriminatoria

Un momento della protesta di sabato mattina

E' ancora in fermento la polemica a Calolziocorte, dove, nella mattinata di lunedì 15 aprile, il consigliere Sonia Mazzoleni ("Cittadini Uniti per Calolziocorte") ha fatto protocollare l'interrogazione tramite cui si richiede «di ritirare la Delibera relativa all'istituzione di "zone rosse", ritenendola ingiusta e soprattutto non motivata in quanto non genera alcun valore aggiunto in termini di sicurezza, di prevenzione e non presenta profili di legittimità dal punto di vista giuridico e costituzionale. Una decisione che ha creato, a livello nazionale, danni all'immagine della nostra Città, che non è propria di Calolziocorte, dal momento in cui scelte di tale tipo richiamano alla mente discriminazione, ghettizzazione, divisione ed emarginazione».

Monsignor Angelo Riva scrive al sindaco: «Ritirate il regolamento sulle zone rosse»

La richiesta, sottoscritta anche dai consiglieri dott. Cesare Valsecchi e Paolo Cola, prosegue: «Auspichiamo che l'Amministrazione Comunale, facendo appello alla responsabilità e al buon senso, riveda le proprie decisioni e revochi la Delibera approvata nel Consiglio Comunale dell'8 aprile 2019 relativa all'istituzione delle "zone rosse"».

Le proteste e il sostegno a Ghezzi

Il volto del sindaco di Calolzio affiancato a quello di Mandela, il volantino contro le "zone rosse" fa discutere

Nel corso del fine settimana anche Appello per Lecco si era schierata contro l'operato della maggioranza guidata dal sindaco leghista Marco Ghezzi, mentre domenica mattina l'associazione "Altra Via" e il Circolo Arci Spazio Condiviso si sono riunite presso la libreria "Il viaggiatore leggero" e hanno tenuto un'assemblea pubblica per presentare nel dettaglio il regolamento comunale sulle strutture di accoglimento, questo per «decidere, insieme ai partecipanti, come proseguire nel percorso di mobilitazione che ci chiama in causa, al fine di contrastare questo atto pubblico». Presenti anche i Consiglieri comunali di "Cambia Calolzio" Diego Colosimo e Daniele Vanoli. Quest'ultimo ha sottolineato i vizi di motivazione del testo, esortando a leggere il documento più che a parlate di apartheid, proprio perchè: «La normativa si smonta da sè per i suoi stessi contenuti illegittimi. Occorre lavorare al ricorso e allo stesso tempo sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema».

Ad illustrare le prossime iniziative formali per chiedere la cancellazione del discusso regolamento, è stato in particolare Corrado Conti. «Abbiamo incaricato due studi legali - spiega Conti - di analizzare la possibilità di presentare un ricorso al Tar e un'azione civile antidiscriminatoria per arrivare alla revoca dell'atto. Ora è necessario individuare i soggetti legittimati a presentare ricorso, in particolare singoli o associazioni lesi nel loro diritto di ospitare rifugiati».

Protesta in piazza contro le "zone rosse": «Vergognoso atto discriminatorio, il Comune ritiri quel regolamento»

Sostegno a Ghezzi, difesosi pubblicamente nelle scorse ore, è arrivato dal Questore della Repubblica Paolo Arrigoni e dal borgomastro di Pescate Dante De Capitani.

L'assemblea di "Altra Via" e "Arci"

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