Venerdì, 19 Luglio 2024
Il premio / Brianza / Via del Ceresè

La cantina lecchese premiata come miglior nuova architettura dell’anno

La Cantina Vinicola Ceresé è stata pensata da un giovane architetto milanese

Una cantina da premio. Geometrie inaspettate si rivelano anche lì dove non ce le aspettiamo. Agli appassionati ed esperti di architettura il compito di scovare le migliori, anche sul territorio nostrano. E quest’anno tocca a una cantina vinicola che si trova a Montevecchia, l’Azienda agricola Il Ceresé, ricevere il Premio Italiano di Architettura, la quinta edizione istituita da MAXXI e Triennale Milano. Una storia raccontata dai colleghi di CiboToday.it.

Il Premio Italiano di Architettura

Per la manifestazione del 2024, la giuria composta da Lorenza Baroncelli (MAXXI), Stefano Boeri (Triennale Milano), Pippo Ciorra (MAXXI), Nina Bassoli (Triennale Milano), Cornelia Mattiacci (Fondazione Prada), Sara Marini (IUAV), Stefano Pujiatti (ELASTICOSPA) e Michael Obrist (TU Wien) ha assegnato diversi riconoscimenti. Il più importante è sicuramente quello al migliore edificio o intervento realizzato negli ultimi tre anni da un progettista o uno studio italiano o con base professionale in Italia. Che ha coinciso proprio con i lavori della cantina lecchese.

Una vista delle Cantina Vinicola CereséArchitetti e designer sempre più a lavoro per il mondo del vino

In Italia i progettisti, architetti, designer e paesaggisti sono sempre più coinvolti nei processi di creazione del vino e dei suoi spazi (qui una nostra raccolta delle realtà più rappresentative in Italia), ma arrivano anche direttamente nelle vigne e nei campi (come nel caso del vigneto labirinto). Non siamo dunque stupiti che un premio per un edificio vada proprio a una realtà agricola. A riceverlo è lo Studio Pizzi di Milano nella persona dell’architetto Pietro Martino Federico Pizzi. L’edificio è stato scelto tra i 32 candidati “per aver saputo armonizzare le qualità simboliche e formali di una geometria pura, come quella del cerchio, e allo stesso tempio un legame forte con il luogo, i materiali locali, il paesaggio” ha dichiarato la giuria.

Come è stata costruita la Cantina Vinicola di Ceresé

La Cantina è stata creata per divenire il cuore di un progetto che nasce nel 2004 per volontà dei coniugi Maria Enrica Bonatti e Giovanni Mameli, su 21 ettari all’interno del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, a pochi chilometri da Lecco. Oggi i coniugi sono affiancati anche dai figli e possono contare su un ambiente in dialogo con il territorio che offre anche ospitalità per eventi e degustazioni. L’ambiente è definito dalla linea rosa della copertura, a doppia curvatura, sospesa sui vigneti da colonne di acciaio corten. Al di sotto di essa, si estende lo spazio della piazza aperta, molto vicina alle vigne circostanti. Al centro della copertura in calcestruzzo armato rosa, si allarga una grande apertura circolare.

Cantina Vinicola Cerese

Il progetto architettonico di Studio Pizzi

Col digradare della pendenza del terreno, emergono tre fronti della parte di fabbricato al di sotto della piazza, i quali si legano ai toni delle argille di queste terre, tramite un gioco di luci e ombre, dato dalla tessitura a rilievo dei laterizi. Gli spazi di lavoro sono qui ricavati e si distribuiscono in quattro navate principali, aperte nella loro parte terminale verso il bosco è vicino al viale d’accesso. All’interno, una successione di archi di calcestruzzo a vista scandisce la profondità degli spazi della barricaia, mentre la prima e l’ultima navata ricevono una luce zenitale. La prima navata è destinata ad accogliere le collezioni artistiche dell’azienda e a promuovere attività culturali. Al piano di sopra, un volume chiuso è destinato all’esposizione e alla vendita dei prodotti dell’azienda agricola. Infine la copertura accoglie le terre del luogo, seminate con fiori di campo.

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