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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Carenza medici di base, Fumagalli (M5S): "Più visite, meno burocrazia"

La critica del consigliere regionale Marco Fumagalli alla Regione. "Troppi pazienti senza medici di base, che devono avere tempo di visitare senza passare ore al computer"

La carenza dei medici di base in Lombardia rappresenta una problematica, che i numerosi pensionamenti degli ultimi anni hanno reso emergenza. Migliaia i cittadini lombardi in questo momento privi di un medico di base. Da qui l'interrogazione del Consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Marco Fumagalli, il quale chiede all'assessore al Welfare, Letizia Moratti, quali iniziative intende intraprendere nell'immediato. L’interrogazione sarà discussa nel corso del Consiglio regionale in programma martedì 18 gennaio.

"La nostra è in primo luogo una proposta - spiega Fumagalli - Chiediamo che i medici di Medicina generale siano sgravati da ogni mansione burocratico-amministrativa, in modo da poter concentrare esclusivamente la propria attività sui pazienti. I medici devono fare i medici non i ragionieri. Devono aver tempo di visitare, non passare ore al computer. Mi vengono in mente le ore perse a inserire dati all'interno del farraginoso e tristemente noto sistema informatico regionale, o il tempo sprecato a studiare le farneticanti circolari regionali, tutte attività che potrebbero e dovrebbero essere svolte da assistenti amministrativi.
Il Consiglio regionale ha già sollecitato la Giunta con diversi atti, al fine venissero prese iniziative volte a contrastare quella che per i lombardi sta diventando una vera e propria emergenza. In Brianza la situazione è tragica. A Varedo 2.500 persone sono senza medico di base, a Limbiate quattromila e a Brugherio non va certo meglio. La responsabilità di questa situazione è tutta della cattiva amministrazione del centrodestra che governa Regione Lombardia".

"Favorita la sanità privata"

Le soluzioni ventilate dal consigliere M5S? "Abbiamo proposto le Case della Salute, che avrebbero permesso al cittadino la continuità assistenziale anche in caso di pensionamento del curante, non hanno voluto ascoltare. Dovevano attivare le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale, ndr) nel 2020, ma hanno preferito concentrare i loro sforzi nell'elaborare idee che han poi finito per favorire la sanità privata. Noi presenteremo la nostra ricetta per provare a guarire un sistema malato. Auspichiamo che l'assessore Moratti prenda in considerazione le nostre proposte, intervenendo per risolvere una questione che non dovrebbe appartenere a una Regione che ama autocelebrarsi come l'eccellenza italiana" conclude Fumagalli.

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