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Giovedì, 26 Maggio 2022
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"Combattere il caro energia è una priorità. Ma senza rinunciare alla transizione ecologica"

L'intervento della Cgil Lecco in merito a bollette, crisi climatica ed energetica: "Ora più che mai occorre puntare sulle fonti pulite"

"Il caro energia, con l'annesso aumento di benzina e bollette, è un'emergenza sociale da contrastrare con il massimo impegno. Ma nel farlo non bisogna abbandonare la transizione ecologica, e affidarsi invece alle energie rinnovabili. Rinunciare alla transizione ecologica sarebbe ancora più costoso e dannoso". L'appello arriva dalla Cgil di Lecco, intervenuta oggi nel dibattito sulla crisi energetica.

"Da qualche giorno assistiamo all’aumento vertiginoso del prezzo del carburante si legge nella nota del sindacato - Questo fatto, unito all’incremento altrettanto marcato delle bollette di gas e luce, su cui già abbiamo espresso la nostra posizione, si ripercuote pesantemente tanto sulle aziende quanto sui cittadini. Le implicazioni sul piano economico del conflitto in corso in Ucraina ci impongono una riflessione sull’elevato grado di dipendenza energetica che il nostro Paese ha nei confronti dei grandi Paesi esportatori di combustibili fossili, e ci impegnano urgentemente a trovare soluzioni alternative alle fonti energetiche che oggi stanno alla base del nostro sistema produttivo".

"Necessario insistere con la decarbonizzazione"

Sempre secondo la Cgil Lecco, l’emergenza climatica che stiamo vivendo rende non più rinviabile il processo di transizione ecologica, al contrario, mostra come sia necessario anticipare la decarbonizzazione. "Sostituire le importazioni di gas promuovendo lo sviluppo delle energie rinnovabili, oltre a favorire l’autonomia energetica del Paese, permetterebbe ai bilanci familiari e d’impresa di essere meno esposti alla volatilità dei prezzi internazionali dei combustibili fossili; sarebbe poi un contributo concreto al processo di pace, perché impedirebbe ai grandi esportatori di fonti fossili di mettere in atto una politica di ricatto energetico".

"I dati contenuti in una recente analisi del think tank Ecco (Indipendent Energy and Climate Change) dimostrano che l’accelerazione sulle rinnovabili, unita a un’assunzione di responsabilità collettiva finalizzata alla riduzione degli sprechi, potrebbe compensare in un anno circa la metà del gas importato, senza dover riaccendere vecchie centrali a carbone, attivare nuove estrazioni di idrocarburi dai fondali marini o ricorrere alla fusione nucleare".

Diego Riva: "Frenare la transizione green sarebbe ancora più dannoso e costoso"

Su questo la posizione della CGIL è netta. "Nel 2011 si è tenuto un referendum in cui il 94% dei votanti ha espresso la propria contrarietà alla realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare - afferma Diego Riva, Segretario generale della Cgil Lecco - So bene che non è semplice ma non possiamo fermarci e rimettere in discussione l’obiettivo zero emissioni di anidride carbonica entro il 2050. È evidente che la transizione ecologica pone delle sfide significative in termini di impatto economico e sociale, ma queste non devono rappresentare un motivo per indebolire l’intero processo, poiché il mancato allontanamento dalle fonti fossili sarebbe molto più rischioso e costoso della transizione stessa".

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