Deposito di inerti alla Cava di Chiuso, il Comune ricorre contro la Provincia

Il Consiglio comunale vota no all'unanimità. Il sindaco Virginio Brivio: «L'autorizzazione concessa dalla Conferenza di servizio non tiene conto di importanti questioni ambientali»

 

Il Comune di Lecco si schiera contro la Provincia per la decisione sulla discarica alla cava di Chiuso. Dopo il voto negativo dell'intera Assise lecchese, un'unanimità persino inusuale, il sindaco Virginio Brivio spiega in un video le motivazioni che spingeranno Palazzo Bovara ad opporsi nei tribunali amministrativi contro l'autorizzazione concessa dall'Amministrazione provinciale all'apertura di una discarica di materiali inerti presso la proprietà della società ditta Pozzi di Chiuso.

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«Non è solo un problema che riguarda quel rione e quella impresa, contro la quale non abbiamo nessun problema vessatorio, ma la decisione assunta dalla Conferenza di servizio prima e dalla struttura tecnica della Provincia poi, non ci trova per niente d'accordo - sono le parole di Brivio - Sia perché il Consiglio comunale aveva dato un parere negativo all'unanimità, sia perché non sono stati presi in considerazione elementi di contesto ambientale che stanno a cuore a noi tanto quanto alla Provincia, che sull'ambiente ha delle competenze specifiche».

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Non sarebbero state prese in esame soluzioni alternative. «Era più opportuno che in quella zona vicino al centro storico di Chiuso si pensasse a un futuro diverso, con una ricollocazione di quell'impresa - prosegue il primo cittadino - Ci sono tante questioni importanti come viabilità, rumore e polvere a Chiuso, tutti elementi che la Conferenza di servizio ha preso in considerazione in maniera sommaria e soprattutto senza pensare che fosse possibile un'alternativa. Faremo una valutazione, già cominciata, per opporci in sede legale alla decisione della Provincia, perché l'ente può superare il parere negativo del Consiglio comunale, ma chiedreemo al giudice amministrativo di rivedere la decisione presa nell'interesse collettivo della nostra città».  

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