«Discarica a Chiuso, ancora tante criticità. Condivisi i dubbi dei residenti»

Legambiente Lecco dice la sua sul caso della settimana: lunedì sulla questione si esprimerà il Consiglio Comunale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Il Circolo di Legambiente Lecco condivide le preoccupazioni espresse dai cittadini di Chiuso riguardo il progetto di realizzare un deposito di inerti nella ex cava Rovelli di proprietà della ditta Pozzi Virginio Strade s.r.l..

La variante temporanea al Piano di Governo del Territorio, sulla quale deve esprimersi il Consiglio Comunale di Lecco lunedì 27 p.v., sarebbe il lasciapassare per realizzare il deposito di materiale inerte che deve essere autorizzato dalla Provincia di Lecco.

Nonostante le prescrizioni che il Comune intende porre, molti sono i fattori di criticità che permangono:

- l'autorizzazione decennale  al deposito di considerevoli quantitativi di materiale di risulta delle lavorazioni ( si parla di 1.500 mc. che sono decisamente superiori a quelli che attualmente movimenta l'impresa) aggraverebbe ulteriormente la già difficile convivenza tra il nucleo storico, le zone residenziali e la presenza dell'attività produttiva in essere. I problemi, che già oggi i cittadini lamentano, rispetto al precario stato di mantenimento dell'area, alla presenza di polveri, rumori, passaggio di mezzi pesanti aumenterebbero notevolmente e, ancora una volta, come in passato, sarebbe la vivibilità del quartiere a farne le spese.

-  l'intervento proposto prevede la realizzazione di un piazzale di 1.800 mq. per il deposito degli inerti situato ad un'altezza di 13 mt. sopra l’attuale area di lavoro. In una zona stretta tra la montagna e il vecchio nucleo, con la presenza di sentieri, sono previsti interventi di scavo, sbancamento, nuova perimetrazione dei bordi di cava, rimodellamento strada con muri di contenimento e realizzazione di vasche in cemento armato. Opere di difficile convivenza con chi abita quei luoghi, per un'attività che genera rumori e polveri sopra le case, e che andrebbero a modificare il fronte montano, arrecando possibili problemi di assetto idrogeologico.

- la richiesta parla di "recupero" di inerti e non solo di stoccaggio temporaneo. Ci si chiede: quali lavorazioni prevederebbe il recupero dei materiali inerti? Come mai in alcuni documenti si parla di recupero e in altri di stoccaggio temporaneo?

Crediamo che questo intervento rinvierebbe, ancora per altri 10 anni, quegli interventi di valorizzazione, che il quartiere di Chiuso ha bisogno, sia sotto l'aspetto ambientale, paesaggistico, storico e turistico che di una migliore qualità della vita della sua comunità.

Chiediamo che il Consiglio Comunale, nell' esprimere la sua decisione, tenga conto di queste criticità (anche alla luce dei sopralluoghi effettuati  e degli  incontri avuti con la cittadinanza) bloccando l'iter che porterebbe a realizzare l'intervento e che la Provincia di Lecco non dia l'assenso al citato deposito.

Dalla presentazione del PGT di Lecco:

«Il successo di uno strumento territoriale è misurabile nel tempo, un tempo medio lungo, e il metro di misurazione è il benessere dei cittadini, il piacere di riconoscersi parte di un "sistema città" che accoglie e risponde ai propri bisogni».

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