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Martedì, 30 Novembre 2021
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Sicuri che a Lecco il cinema sia morto? Dal 2022 tre sale per le prime visioni

Aquilone, Palladium, Cenacolo: strutture nuove o rinnovate e pronte a proiettare le ultime novità. Monsignor Davide Milani: "Una rinascita culturale che fa piacere, è un mezzo per porre domande alla gente"

"A Lecco il cinema è morto". Quante volte lo avete sentito? Tante. A seguito della chiusura delle sale storiche del centro (Marconi, Nuovo e Mignon dopo Europa e Capitol), la palma dell'ultima sala a proiettare film di prima visione spettava al Palladium, tenuto in piedi grazie al lavoro infaticabile dei volontari. Questa "solitudine", però, è ormai agli sgoccioli. Dal 2022 Lecco tornerà ad avere almeno tre sale pronte sulle nuove uscite, proprio grazie all'attività volontaria nelle parrocchie, come accade a Castello. Si aggiungono infatti "Il Nuovo Aquilone" a San Nicolò e il rinnovato "Cenacolo" a San Francesco: la prima ha già cominciato a mandare film di prima visione, la seconda lo farà entro pochi mesi. Tutte, in ogni caso, sono già operative con rassegne di qualità.

Abbiamo approfondito questo "rinascimento cinematografico" della città con il prevosto don Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e artefice della nascita del Nuovo Aquilone così come del Lecco Film Fest. "Non so se propriamente si debba parlare di rinascita del cinema a Lecco - spiega - ma di certo il tema della cultura è importante per l'azione della chiesa e rappresenta un modo per capire a che punto è il mondo in cui viviamo, chi sono i nostri compagni di strada. L'avviamento del cinema Aquilone e le iniziative culturali proposte sono pensate per sviluppare l'azione pastorale, per esssere dentro questo tempo e aperti al dialogo con tutti; in sintesi, avere una proposta non solo per chi accetta di venire in chiesa".

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Il Nuovo Aquilone sta già mandando film di prima visione. "Uno dei titoli del Film festival era un'anteprima assoluta, l'apertura della sala è un nuovo soggetto deputato a incontrare le persone a partire dalla dimensione culturale. Non è solo un film, è un vero e proprio contenitore culturale. Abbiamo più di 100 volontari che si occupano del cinema. Abbiamo iniziato con due film non semplici ma straordinari sul senso delle relazioni e dell'arte, che veicolano messaggi potenti. Moretti è andato così bene che lo abbiamo tenuto due settimane. Le prime visioni sono proiettate dal giovedì alla domenica e il sabato pomeriggio. Poi faremo il cineforum. Non ho aperto il cinema perché mancano i cinema a Lecco, nonostante abbia un incarico come presidente della Fondazione Ente dello spettacolo, ma perché parlano alla gente". 

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In questo, il ruolo della settima arte è evidente e ben delineato. "Il cinema ha potenza narrativa, di lettura del tempo in cui siamo, di espressione di linguaggio e di capacità di porre domande altissima. Inizio il mio quarto anno a Lecco - prosegue Monsignor Milani - e da subito ho fatto usare questo linguaggio. Io non amo il cinema catechesico ma che fa domande e interroga il tempo in cui viviamo, perché ormai la gente ha solo risposte, sputa sentenze ma non si pone mai domande".

Ora le sale sono tornate tre. "Se la mettiamo dal punto di vista numerico e quantitativo, più ce n'è e meglio è - chiosa - La cultura ha a che fare con il nutrimento della persona, è il contrario della proposta economica. La città è più ricca quando più soggetti si arricchiscono di sensibilità culturali, quando le differenze si parlano".

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