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Triplicate le coltivazioni di nocciole in Lombardia: a Lecco l'unico segno meno

A livello regionale si è passati dai 127 ettari del 2018 ai 347 del 2021. Tutte le province hanno fatto segnare incrementi notevoli a eccezione della nostra, nella quale si è registrata una leggera flessione

In tre anni gli ettari coltivati per la produzione di nocciole in Lombardia sono triplicati, ma il dato di Lecco è l'unico in controtendenza. Dal 2018 al 2021, secondo i dati diffusi da Regione Lombardia, nel nostro territorio le coltivazioni sono passate da 15.2 ettari a 14.8. Qualcuno potrebbe obiettare che la produzione di nocciole non sia un comparto significativo nel nostro territorio, ma non è così: anche il dato del 2021 ci pone al sesto posto in Lombardia.

A livello regionale, gli ettari coltivati a nocciole sono triplicati dal 2018 a oggi. Nello specifico si è passati dai 127 ettari di tre anni fa ai 347 di giugno 2021. Una crescita che ha riguardato tutte le province lombarde con Pavia che ora conta 153 ettari, Lodi 39, Milano 37 e Brescia 34.

Sono i dati diffusi dall'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi nell'ambito del convegno "Corilicoltura, la Lombardia si scopre vocata" che si è svolto mercoledì nel complesso di Riccagioia, a Torrazza Coste (Pavia).

«Settore dal potenziale economico enorme»

«Da anni - ha detto Rolfi - abbiamo dichiarato l'intenzione di creare una vera e propria filiera della nocciola lombarda, dialogando con agricoltori diversi nei territori più vocati per stimolarli a credere nel progetto e ci stiamo rapportando con players importanti attivi nell'industria della trasformazione della nocciola, interessati in modo particolare alla materia prima prodotta nella nostra regione. La corilicoltura rappresenta un'opportunità importante per l'agricoltura urbana e periurbana - ha aggiunto l'assessore - e anche per l'impatto corretto che esprime anche in contesti tutelati; non richiede trattamenti particolari, si inserisce correttamente dal punto di vista paesaggistico ed è improntata alle regole dell'agricoltura biologica. Si tratta di un settore dal potenziale economico enorme perché c'è continua richiesta sui mercati. L'Italia è il secondo produttore mondiale, ma enormemente distanziata dalla Turchia, Paese dal quale importiamo ancora troppo. Per questo è necessario investire in questo settore e valorizzare nel modo corretto la materia prima italiana».

I dati di produzione provinciali

(ettari - confronto 2018 - 2021)

  • Varese: 0.6 - 3.2
  • Como: 1.2 - 1.8
  • Sondrio: 1.4 - 1.7
  • Milano: 7.9 - 37.4
  • Bergamo: 6.2 - 8.2
  • Brescia: 19.1 - 34.1
  • Pavia: 62.2 - 153.6
  • Cremona: 1.8 - 1.8
  • Mantova: 9.9 - 33.4
  • Lecco: 15.2 - 14.8
  • Lodi: 17.1 - 39.2
  • Monza Brianza: 1.6 - 14.8
  • Totale Lombardia: 127.4 - 343.9
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