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L'inchiesta

Piccole sale, grandi sogni: i cinema di provincia salvati dai volontari

Viaggio in un mondo animato da decine di persone che rendono ancora possibile l'attività, tra la concorrenza delle multisala e delle piattaforme di streaming. "Serve una proposta di qualità"

Come sopravvivono le piccole sale cinematografiche? La provincia di Lecco ne conta almeno 12 tutt'ora funzionanti, con proiezioni di prima visione e rassegne cinematografiche che creano un'offerta settimanale ricca e soddisfacente.

In pochi, però, si chiedono come facciano a tirare avanti nel 2024. Siamo andati in alcune sale a chiacchierare con chi rende possibile questo servizio di grande valenza ludica e culturale. 

La premessa

Negli ultimi quindici anni il cinema ha subìto moltissimi colpi che si sarebbero potuti rivelare fatali: in primis la concorrenza delle grandi piattaforme di streaming che fanno gola soprattutto alle nuove generazioni, le quali prediligono le serie da guardare quando, dove e come vogliono. Un altro colpo durissimo lo ha inferto il mercato, dominato dai kolossal dei supereroi dell'universo Marvel, che per anni hanno accentrato su di sé i grandi incassi e contribuito alla crescita inarrestabile delle multisala. I piccoli cinema di provincia hanno sofferto, così come la lunga chiusura forzata durante il periodo covid.

Cinema Palladium

A Lecco gli storici cinema di prima visione chiusero tutti entro il 2015: Nuovo, Mignon, Capitol, Marconi: saracinesche abbassate. Per un determinato periodo, l'unica sala rimasta in una città di oltre 45mila abitanti a proporre prime visioni fu il Palladium. Si tratta della sala della comunità della parrocchia dei santi Gervaso e Protaso nel rione di Castello. Costruita nel 1966, restaurata nel 1999 e dal 2012 dotata di impianto digitale, è l'esempio perfetto per spiegare la resistenza dei piccoli cinema alle difficoltà dell'epoca contemporanea.

A ciascuno il suo ruolo

Claudio Santoro

"Oggi tiriamo avanti solo grazie ai volontari - spiega Claudio Santoro - Basta dare un'occhiata alle sale del territorio per capire che stanno in piedi solo per questo. Noi siamo in questo momento una sessantina, ma i ruoli non sono tutti uguali: scelta della programmazione, gestione sala, montaggio, fino alla cassa e alla maschera. Ognuno richiede competenza. Il nostro boss è Daniela, che decide la programmazione, Silvano invece gestisce la sala ed è anche responsabile per gli eventi extracinematografici".

Come è andata la stagione che si avvicina alla conclusione? "La nostra stagione inizia a fine agosto e termina a giugno. Abbiamo avuto una buona ripresa, anche se non ancora a livelli pre-covid. La produzione si era arrestata causa pandemia e per lo sciopero degli attori americani. La stagione è iniziata bene al botteghino con titoli come Barbie e Oppenheimer che hanno rialzato il periodo estivo di solito scarno, e abbiamo avuto la fortuna di imbroccare C'è ancora domani di e con Paola Cortellesi, che ha portato un pubblico numeroso e di qualità".

Il momento cruciale, per i cinema, è stato quando ci si è trovati costretti a passare dall'analogico al digitale. "Le case distributrici nel 2012 annunciarono che tutti i film sarebbero stati distrtibuiti in digitale - prosegue Santoro - Le sale principali, Mignon e Nuovo, chiusero mentre noi grazie a don Egidio producemmo uno sforzo economico e ci adeguammo, diventando così la prima sala in città a passare al digitale e la seconda in provincia".

La sala riaperta dopo 40 anni

Monsigno Davide Milani

A Lecco c'è anche un caso di sala di successo riaperta dopo 40 anni di inattività: il Nuovo cinema Aquilone. Un'opera sostenuta da privati e dall'Anac, Associazione nazionale autori cinematografici, fortemente voluta da Monsignor Davide Milani, prevosto di Lecco e presidente di Fondazione Ente dello Spettacolo, e ai 100 volontari che sono l'anima della sala. Il Nuovo Aquilone propone prime visioni durante il weekend, rassegne di cineforum, incontri con i registi. Il tutto secondo scelte di qualità spesso fuori dal circuito mainstream.

"Il cinema Aquilone è alla sua terza stagione e i numeri, nonostante una situazione complicata, ci danno ragione - spiega Don Davide Milani - Bisogna avere una visione chiara e portare una proposta culturale di qualità, il pubblico ama esere sfidato. Il marketing non funziona sui consumi cultutrali di qualità. Ogni sala deve cercare il proprio pubblico e non deviare da questa proposta, noi facciamo cinema che sappia suscitare le domande, in linea con i valori dell'antropologia cristiana. Infatti alcuni film li proiettiamo e altri no".

La convinvenza con multisala e piattaforme streaming

Le piccole sale hanno un compito arduo: competere con multisala e piattaforme streaming. "Le multisala fanno la loro proposta chiara - puntualizza Don Milani - Ci sono film che vanno bene in sale con una caratterizzazione moto forte come la nostra e che invece vanno male nelle multisala. Se si rincorrono le proposte di popcorn, patatine e offerte scontate le piccole sale soccombono. La piattaforma sta invece acquisendo una dimensione chiara. Servono comunque leggi e regolamenti che tutelino le piccole sale e finestre temporali per cui i film prima siano sfruttati in sala e passino poi in piattaforma per un uso secondario".

Lo stato di salute del cinema italiano a livello di produzione? "Dopo la sbornia di film seguita all'epoca covid siamo in una fase di stanca. Abbiamo visto film con superbudget che hanno fatto male e film con budget ridotti che hanno riempito le sale come l'opera prima di Paola Cortellesi. Il finziamento alla produzione deve essere mirato e sostenere le idee nuove, i giovani produttori, registi e attori".

Ogni giorno un film in calendario

Cineteatro Cardinal Ferrari

Fra le tante sale fuori città, tutte validissime (fra le quali segnaliamo il Cinema Bellano, unico gestito direttamente dal Comune), abbiamo scelto il Cardinal Ferrari di Galbiate per un motivo semplice: propone film ogni giorno della settimana, qualcosa di straordinario per un paese di 8mila abitanti. "È impegnativo portare avanti questo servizio, richiede a noi volontari un certo sforzo di ore: per stare alla cassa, per decidere i film da proporre - chiarisce Silvia Golfari - Stiamo vivendo un periodo in cui per fortuna il cinema si sta riprendendo, grazie a film che hanno fatto soldout nelle sale. Tutto questo ci aiuta molto".

Il Gruppo cinema del cineteatro Cardinal Ferrari, a sua volta sala della comunità, conta su una cinquantina di volontari. Il responsabile è Claudio Negri, i posti a sedere sono 160. Negli ultimi anni ha subìto importanti lavori di ristrutturazione e nel 2023 è risultato ai primi posti in Italia in termini di performance migliori in termini di efficienza, buona gestione e intensità cinematografica; ciò in base al numero di ingressi e spettacoli in base alla capienza. A sancirlo una ricerca/studio confluita in un volume realizzato dall'Università stranieri di Siena e presentato all'ultima mostra del Cinema di Venezia.

Silvia Golfari

"L'anno scorso, nel 2023, noi che abbiamo proiezioni sette giorni su sette e per due giorni anche al pomeriggio, abbiamo contato la bellezza di 26.343 spettatori, per 325 giorni di apertura e 500 proiezioni. Credo che nel Lecchese siamo ai primissimi posti - puntualizza Golfari - Il nostro fiore all'occhiello è il cineforum con 32 titoli, e rassegne che hanno fatto il pienone come quella dello scorso anno sulla montagna o sul tema dell'adozione. Ogni venerdì ospitimo inoltre il nostro critico Gabiele Lingiardi. Sono tutte occasioni per ritrovarsi qui, perché per un paese come Galbiate è importante avere un centro che fa cultura e attrae spettatori da tutto il circondario, Lecco compresa".

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