Nuovo Dpcm, Fipe e Confcommercio: «Non c'è strategia. Gattinoni, uscita sbagliata su scuola e aperitivi»

Invito al Comune di Lecco: «Subito un bando con nuove risorse per le imprese del commercio come hanno fatto Merate e Casatenovo»

Antonio Peccati, presidente di Confcommercio Lecco BONACINA/LECCOTODAY

Il nuovo Dpcm firmato nel fine settimana ha imposto nuove limitazioni, tra cui la chiusura di bar e ristoranti dopo le 18 e lo stop a diverse attività come palestre o piscine. Di fronte a questo ulteriore provvedimento, il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati, è molto duro: «Siamo tutti consapevoli del fatto che sia necessario mantenere la guardia alta nei confronti dell’emergenza sanitaria. Ma la risposta non può essere semplicemente "più chiusure", decise a scaglioni e senza una strategia. Questo modo di agire è disastroso e insostenibile. Se prendiamo le novità inserite nell'ultimo DPCM c'è da restare esterrefatti. Non si riesce a capire, ad esempio, perchè debbano essere i privati a pagare le inefficienze del pubblico. Che cosa servirebbe? Più programmazione e più coordinamento per risolvere la crisi evidente, legata in primis al nodo dei trasporti locali, senza dimenticare i problemi legati ai tamponi e ai tracciamenti. Come evidenziato da Confcommercio anche a livello nazionale, si rischia  una caduta del Pil per l’anno in corso ben superiore al 10%, la cessazione dell’attività di decine di migliaia di imprese e la cancellazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro».

«Una presa in giro per molti»

Il  presidente della Fipe Lecco, Marco Caterisano, aggiunge: «Forse qualcuno si dimentica del fatto che le imprese del commercio sono imprese a tutti gli effetti, spesso con più dipendenti delle piccole imprese industriali o artigiane. Quando si dice "Teniamo aperte scuole e imprese" non si possono poi far chiudere bar, ristoranti, palestre...». E continua: «Hanno annunciato i ristori immediati, ma sinceramente per molti sa di presa in giro! L'esperienza degli scorsi mesi in tema di indennizzi non consente di essere tranquilli, anzi. Speriamo che almeno il fatto di avere tolto la gestione all'Inps affidandola all'Agenzia delle Entrate possa far sì che i soldi arrivino, e subito, nelle casse di imprese che sono in ginocchio. Che cosa chiediamo? Servono indennizzi proporzionati alle perdite subite, per mettere le imprese penalizzate dalla seconda crisi Covid-19 nelle condizioni di superare il crollo di fatturato».

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«Gattinoni su scuola e aperitivi: uscita sbagliata»

Il presidente Peccati infine accende i riflettori su Lecco: «Non ci è piaciuta l'uscita del sindaco Gattinoni, che ha dichiarato che si debba privilegiare un'ora di scuola rispetto a un'ora di aperitivo. Si tratta di una contrapposizione sbagliata, perchè istruzione e attività economica non sono alternativi: lui che viene dal mondo dell'impresa dovrebbe saperlo bene. Dietro a bar e ristoranti - che danno lavoro e reddito a molte persone - c'è tutto un indotto che coinvolge anche le imprese industriali e manifatturiere: produttori di acqua, vino e bibite; imprese alimentari; produttori di lavastoviglie, frigoriferi e cucine professionali; produttori di stoviglie e di tovaglie... Al nuovo sindaco di Lecco, a cui auguriamo buon lavoro, chiediamo di intervenire al più presto per sostenere le imprese del commercio, come hanno fatto in questi giorni anche due Comuni del territorio come Merate e Casatenovo, che si sono attivati oltre a quanto previsto dai rispettivi Duc. Gli chiediamo di passare subito dalle parole ai fatti cambiando passo: come primo atto lanci un bando comunale a Lecco - in aggiunta a quelli sul Duc - per dare immediata risposta alle attività che operano in tutta la città, da Laorca a Chiuso. Negozi e locali hanno bisogno di un sostegno economico immediato e di un segnale di attenzione vero e concreto da parte dell'Amministrazione».

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