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Venerdì, 27 Maggio 2022
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«Prima di chiudere le scuole si faciliti lo smart working. La Regione riapra il bando di finanziamento»

Intervento del Consigliere regionale Raffaele Straniero, Pd: «Sarebbe meglio che gli adulti lavorassero da casa e i ragazzi andassero, almeno per una quota di tempo, a scuola»

«Il presidente Fontana vuole chiudere la scuola, ma se mettesse le risorse sullo smart working faciliterebbe questa modalità di lavoro, invece di pensare solo alla didattica a distanza obbligatoria per una parte importante degli studenti. E così facendo si svuoterebbero in parte anche i mezzi pubblici».

Questa la presa di posizione spressa oggi da Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd e capogruppo in IV Commissione Attività produttive, di fronte alle due notizie riguardanti smart working e didattica a distanza. «Da una parte, infatti, l’Avviso pubblico per l’adozione di piani aziendali di smart working di Regione Lombardia è già esaurito ed è stato chiuso, dall’altra, l’unica proposta della Giunta è di lasciare a casa gli studenti delle scuole superiori- aggiunge Straniero - Sarebbe meglio che gli adulti lavorassero da casa e i ragazzi andassero, almeno per una quota di tempo, a scuola».

Il Governatore Fontana: «Curva preoccupante, avanti con la didattica a distanza»

«Già a marzo avevamo denunciato la scarsità di risorse destinate allo strumento - ricorda inoltre il Consigliere regionale eletto in provincia di Lecco - Ci saremmo aspettati che in questa fase di revisione e riprogrammazione dell’utilizzo delle vecchie risorse comunitarie 2014/2020, almeno una parte di esse potesse convergere su questa misura, ad esempio sulla formazione del personale e l’aiuto alle aziende per l’acquisto degli strumenti tecnologici per l’attuazione del piano. Invece nemmeno un euro. Una scelta incomprensibile e miope, quando incentivando questo strumento, oltre a decongestionare i mezzi di trasporto, si tutelerebbe soprattutto il lavoro dei giovani e delle donne che durante questa crisi sono le categorie più colpite».

Il consigliere Pd aggiunge infine: «Nonostante le nostre sollecitazioni, e quelle delle parti sociali e datoriali, da aprile la Giunta Fontana non ha stanziato altre risorse in merito allo smart working. Strumento che non sarà la panacea di tutti i mali, ma che in questo momento e in futuro sarà una delle modalità di lavoro più utilizzate da parte dei dipendenti pubblici e privati».

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