rotate-mobile
Mercoledì, 17 Aprile 2024
Attualità

La siccità alimenta l'allarme incendi, un "piccolo esercito" a difesa del territorio

Convenzione dei gruppi antincendio con la Provincia: 232 volontari mobilitati e progetti mirati, tra cui un invaso per l'acqua sul Magnodeno. "La situazione è molto seria, occorre puntare sulla prevenzione e capire i danni dei cambiamenti climatici"

Un "piccolo esercito" a difesa del territorio contro incendi e siccità. È stato definito così il team di 232 volontari impegnati nei gruppi di antincendio boschivo attivi sul territorio provinciale di Lecco, pronti ad attivarsi insieme e vigili del fuoco e carabinieri forestali negli interventi di spegnimento dei roghi purtroppo sempre più probabili anche a causa della scarsità d'acqua.

Per sostenere i volontari, la Provincia di Lecco ha deciso di rinnovare e migliorare la convezione con questi gruppi e gli altri enti che si occupano di coordinare la loro operatività. I presidenti sono intervenuti oggi a villa Locatelli per illustrare l'accordo. Si tratta di Carlo Greppi (per la comunità montana Lario orientale Valle San Martino), Marco Molgora (parco di Montevecchia e della Valle del Curone), Francesca Rota (parco Adda Nord), Anna Mazzoleni (parco Monte Barro) e Alessandro Galimberti (parco Valle Lambro).

Il punto di raccolta dell'acqua lungo il sentiero di montagna

I punti cardine della "Convenzione per la gestione associata del servizio di antincendio boschivo" sono stati inizialmente illustrati dalla presidente di villa Locatelli, Alessandra Hofmann, e dal consigliere delegato Stefano Simonetti. "Come Provincia destineremo 35mila euro suddivisi in due tranche e fin da ora vogliamo esprimere un sentito grazie a chi sarà impegnato nelle attività e a chi le coordinerà - ha esordito Simonetti - stiamo parlando di un piccolo esercito di 232 volontari, pronti a svolgere un presidio veramente importante per il nostro territorio. Vista la siccità abbiamo deciso di realizzare insieme alla comunità montana anche un invaso per la raccolta dell'acqua che avrà un costo di 80mila euro, allo scopo di garantire rifornimenti d'acqua in montagna agli operatori antincendio e di salvaguardare l'habitat naturale contro i danni della scarsità d'acqua".

L'invaso sarà realizzato in zona Magnodeno, come illustrato da Carlo Greppi. "Il progetto esecutivo verrà approvato in giunta settimana prossima - conferma il presidente della comunità montana - I lavori dovrebbero iniziare nel mese di giugno lungo il sentiero tra la croce del Magnodeno e il passo del Fo' dove c'è già una sorgente, qui verrà realizzato questo invaso inteso come punto di raccolta dell'acqua a tutela dell'ambiente. Interventi dello stesso tipo sono previsti anche sulle alture di Mandello e all'Alpe di Lierna dove già esistono punti di raccolta dell'acqua".

Ben 23.000 litri d'acqua per spegnere un incendio in poche ore

Rota, Mazzoleni e Molgora hanno a loro volta sottolineato l'importante lavoro di difesa del territorio svolto dai volontari e la bontà di questo accordo di coordinamento, anche per ottimizzare al meglio le risorse, nell'auspicio che Regione Lombardia possa destinare più risorse e più attenzione al tema. Parlando del parco del Curone è emerso un dato emblematico sull'elevato quantitativo di acqua necessario per spegnare fiamme e fumo. Nei giorni scorsi è infatti divampato un incendio nell'area del parco brianzolo: l'intervento di vigili del fuoco e volontari antincendio è stato immediato e nonostante ciò sono serviti ben 23 voli dell'elicottero per caricare acqua: circa 1.000 litri ogni viaggio per un totale di ben 23.000 litri circa.

Renato Corti e il presidente Carlo Greppi.

Spazio quindi alle significative parole di Renato Corti, responsabile del servizio antincendio boschivo per la comunità montana Lario orientale Valle San Martino. "La problematica degli incendi sta purtroppo assumendo risvolti molto più preoccupanti rispetto al passato. Aver sottoscritto questa convezione è molto utile perché favorisce una collaborazione intensa sotto il profilo tecnico e amministrativo".

Non solo pronto intervento. "Serve sempre di più prevenire"

"Due sono le problematiche che favoriscono gli incendi boschivi. La prima è l'abbandono delle aree forestali e delle attività agricole, soprattutto in montagna. La seconda è il cambiamento climatico con la grave siccità, sotto gli occhi di tutti. Le due cose insieme mettono in grave difficoltà il sistema ambientale. Quindi - ha precisato Corti - non è necessario solo attivarsi durante le emergenze, ma lavorare in ottica preventiva prendendo coscienza del fatto che il territorio si sta modificando molto velocemente sotto il profilo ambientale, con i rischi che tutto ciò comporta. I grandi incendi si contrastano con le attività di prevenzione e con una buona gestione del territorio, a partire dal favorire la zootecnia in montagna. Quindi servono gli interventi strutturali per difendere habitat naturali e pascoli".

Infine il ringraziamento della presidente Hofmann nei confronti di chi si sta impegnando contro incendi e siccità. "Sono ringraziamenti sentiti e doverosi. Il rinnovo di questa convenzione è il frutto di diversi mesi di lavoro, di coordinamento, di confronto soprattutto tra i nostri tecnici e gli operatori. Ricordiamoci che si tratta di un volontariato preparato, formato. Non è così scontato avere un piccolo esercito di volontari, che poi tanto piccolo non è, a difesa del nostro territorio. Continueremo a sostenerlo consapevoli delle nuove sfide da vincere sul fronte della siccità e del fatto che la provincia lecchese ha molte zone di rischio 3, sono poche quelle con un basso livello di rischio. Priorità quindi alla sicurezza contro gli incendi e alle attività di prevenzione".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La siccità alimenta l'allarme incendi, un "piccolo esercito" a difesa del territorio

LeccoToday è in caricamento