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Corenno Plinio, la minoranza non ci sta: "La Soprintendenza ribadisce ciò che ha già scritto"

Il gruppo Insieme per Dervio insiste dopo la nuova lettera dell'ente: "Come abbiamo rimarcato, il regolamento del ticket non può dirsi redatto secondo il Codice dei Beni Culturali"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Risulta encomiabile, ma vano, lo sforzo del sindaco di Dervio per distogliere l'attenzione dallo scalpore sollevato dalla Soprintendenza nei confronti degli interventi fatti a Corenno dalla sua amministrazione.  

La Giunta sta cercando da 3 anni di imporre un ticket a Corenno, ma il primo regolamento per l'istituzione del biglietto risultava molto debole a livello giuridico. Nell'ultima versione del regolamento ha provato allora di sua iniziativa a inserire il riferimento a una legge dello Stato, il Codice dei Beni Culturali, che disciplina l'eventuale accesso a pagamento ai luoghi pubblici della cultura: musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche e complessi monumentali. La Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio ha inviato quindi una lettera in cui scrive testualmente che "il regolamento stesso non può dirsi redatto ai sensi dell'art. 103 del Codice dei Beni Culturali, come riportato all'art. 1. in quanto il borgo di Corenno non può essere considerato 'luogo pubblico della cultura' né 'complesso monumentale' per come definiti dallo stesso Codice dei Beni Culturali e nessuna intesa è intercorsa con il Ministero della Cultura". 

È la stessa cosa che ha sempre detto la minoranza in Consiglio comunale, confermata ora da una voce molto autorevole. Dopo che per mesi la propaganda ci ha martellato sulla bontà di questa operazione, tale notizia ha fatto ovviamente scalpore, pur nella sintesi che ne fanno i giornali (un meccanismo che un sindaco ex giornalista dovrebbe conoscere bene) e allora la Soprintendenza ha scritto una seconda lettera in cui… ribadisce esattamente quanto scritto la prima volta, aggiungendo solo che l'interpretazione fatta da un paio di giornali non corrisponda esattamente a quanto aveva scritto in precedenza. La Soprintendenza non ha fatto nessun rilievo alla minoranza, che non viene nemmeno citata, anche perché nel nostro comunicato abbiamo riportato correttamente quanto era stato scritto al Comune dalla Soprintendenza stessa. Ma il sindaco prova lo stesso a farlo credere: nulla di nuovo sullo "stile" di chi amministra il Comune, che ha l'obiettivo di ribadire a derviesi (e corennesi) che non devono permettersi di criticare, neanche se riportano le critiche fatte da altri al Comune, perché se osano farlo verranno poi attaccati personalmente… Ma anche stavolta non cederemo e continueremo nel nostro ruolo per far conoscere ai cittadini ciò che non viene detto dal Comune. 

È vero che la Soprintendenza non ha la possibilità di annullare delle delibere comunali, e quindi nemmeno quella del ticket: e difatti non l'abbiamo mai detto neanche noi. Dovrebbe essere il Comune, che ha cercato di utilizzare una norma che non ha ragione di usare, a fare un passo indietro, mentre invece un regolamento basato su una legge che non c'entra nulla (questo dovrebbe essere ormai assodato!) viene ancora utilizzato per far pagare un ticket ai cittadini.  

Ricordiamo poi che la lettera della Soprintendenza riporta altre pesantissime osservazioni su tutta una serie di interventi fatti dal Comune senza inviare alla Soprintendenza stessa i relativi progetti e le necessarie richieste di autorizzazione: non essendo propriamente dei complimenti, il sindaco non ne parla, così come dell'esplicita richiesta di consentire l'accesso gratuito alle aree demaniali (il porto e la spiaggia) secondo le leggi dello Stato, anziché far pagare un ticket.  

Possiamo anche capire che non abbia fatto molto piacere, dopo mesi di propaganda sulla bontà dell'operazione-ticket, che la minoranza abbia reso note le pesantissime osservazioni fatte da un ente sovracomunale al Comune. Ma ci sembra che anche per i forni crematori fossero state tenute segrete determinate informazioni, fin quando la minoranza non ha sollevato il caso: e sappiamo tutti poi come è finita… 

Gruppo consiliare "Insieme per Dervio"

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