Coronavirus e scuole chiuse: le ipotesi sulla riapertura (compresa quella estrema)

«Valutiamo tutti gli scenari. Saranno le autorità sanitarie a dirci esattamente quando i nostri studenti potranno tornare a scuola in sicurezza», dice il ministro Azzolina. C'è il rischio scuole chiuse fino a settembre, «ma l'anno scolastico sarà salvo in qualsiasi caso»

Lucia Azzolina, Ministro dell'Istruzione

«L'anno scolastico sarà salvo in qualsiasi caso, gli studenti non devono pagare questa situazione di emergenza». E' questa la promessa del ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. Intervenuta ai microfoni di "Radio Anch'io" su Rai Radio 1, Azzolina ha ribadito che sui possibili scenari per la riapertura delle scuole «li stiamo valutando un po' tutti, ma saranno le autorità sanitarie a dirci quando i nostri studenti potranno ritornare a scuola in sicurezza».

Coronavirus, quando riapriranno le scuole? Tutte le ipotesi

Fino a quando le scuole rimarranno chiuse? Toccherà agli esperti dire con esattezza quando l'emergenza sarà finita. Una cosa è certa: venerdì 3 aprile studenti e docenti non torneranno in classe. «Credo che, come ha detto il premier Conte, ci sarà una proroga della chiusura delle scuole», ha dichiarato ieri mattina Lucia Azzolina. C'è l'ipotesi di riaprire scuole e università il 3 maggio, ma al Miur sono pronti anche all'eventualità di non riaprire, scrive il Corriere della Sera in questo articolo. E' un'ipotesi estrema, ma anche se si tornasse in classe a settembre l'anno scolastico sarebbe salvo perché - come ha detto Azzolina stamattina - «in qualsiasi caso, gli studenti non devono pagare questa situazione di emergenza». 

Novità sono attese nelle prossime ore: dopo la richiesta di sindaci e governatori di una nuova stretta che costringa i cittadini a stare a casa, il governo starebbe valutando l'ipotesi di un nuovo decreto con misure più stringenti per contenere il contagio del nuovo coronavirus (qui tutti i dettagli). E l'ipotesi di una nuova stretta escluderebbe che prima della fine del mese di aprile possano essere riaperte le scuole e le università. Il condizionale al momento è d'obbligo. 

Coronavirus e scuole: la maturità e la didattica a distanza 

«Sulla maturità stiamo pensando a varie soluzioni, il ministero si sta preparando a tutte le eventualità. Non abbiamo ancora parlato di commissioni interne o esterne», ha proseguito Azzolina. «Non mi piace la parola 'esame semplificato', gli studenti vogliono un esame serio, in linea con quello che stanno apprendendo». Sui voti da dare agli studenti «sulla base dell'autonomia e dei criteri decisi dal collegio docenti, i docenti valutano: non ci sono indicazioni che vengono a livello centrale. Abbiamo scritto delle linee guida e l'insegnante, nella sua libertà di insegnamento, valuterà gli studenti».

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La titolare del dicastero di viale Trastevere ha sottolineato che la didattica a distanza è anche «la voce rassicurante del prof: i professori possono fare oggi la differenza nella vita degli studenti». «E' un'emergenza, è una situazione nuova, ma la curva anche per la didattica a distanza è in crescita», ha aggiunto. «Sulla didattica a distanza sicuramente la situazione è variegata, con realtà in cui funziona bene e altre in cui meno. C'è un grande sforzo da parte dei docenti», ha detto la ministra. «So che alcuni sono in difficoltà, ma la situazione potrà migliorare. Non abbiamo alternative, non devono essere gli studenti a pagare questa crisi. E ricordo che la didattica a distanza non è solo apprendimento ma anche rassicurazione per gli studenti». Azzolina infine ha sottolineato di essersi «adoperata molto affinché nel Dl Cura Italia ci fossero 85 milioni per la didattica a distanza. Li investiremo sulla base dei dati che ci arrivano anche dal monitoraggio che stiamo facendo e che ci dirà dove sono le scuole e gli studenti più in difficoltà».

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