"Manzoni". Marinella, Oss che ha vinto il Coronavirus: «Restate a casa, non vanificate il lavoro degli operatori»

La donna ha parlato della malattia, che ha sconfitto, in un lungo post : «Ho avuto paura, ma ora sto per tornare a casa»

Marinella Battaglia in due fasi della sua battaglia: con la C-Pap e a malattia superata

Quella con il Covid-19 è una battaglia dura, molto dura per gli operatori sanitari. Sono coloro che ricevono i presunti malati, li sottopongono ai tamponi e, in caso di esito positivo, passano alla fase di cura. Nel Lecchese sono stati diagnosticati 1.678 casi di Coronavirus dall'inizio della pandemia, che si è portata via stimati professionisti del settore sanitario e ne ha allettati ancora di più. Tra di loro c'è anche Marinella Battaglia, Operatrice Socio-Sanitaria (Oss) dell'ospedale "Manzoni" di Lecco colpita dal virus lo scorso 12 marzo, sconfitto dopo alcune fasi in cui la paura si è ben palesata.

Questo è il racconto che Marinella ha affidato al suo profilo Facebook:

Sono un OSS e lavoro al Manzoni di Lecco. Amo il mio lavoro e sono orgogliosa di quello che svolgo con passione e dedizione. Fino al 12 marzo, ho lavorato freneticamente accanto ai miei colleghi per sconfiggere questo virus, così cattivo e sconosciuto. All'inizio eravamo impreparati, più persone che arrivavano con vari sintomi e patologie più disparate e noi... noi non eravamo pronti...

"È solo un influenza" si diceva: non avevamo i DPI adeguati e alla fine mi ci sono trovata dentro, come tanti miei colleghi mi sono ammalata. Ho iniziato la mia sorveglianza a casa, ma poi sono subentrati i problemi respiratori e il dolore toracico, mancava il fiato e ho pianto, ho pianto tanto e in silenzio perché avevo paura... Quella paura che ti avvolge perché ora sai cosa comporta e perché intorno a te vedi persone che muoiono in solitudine, che cercano i propri cari con lo sguardo e non li vedranno mai, perché non hanno avuto la fortuna che ho avuto io.

Chiusa nella C-Pap che ti fa sembrare un palombaro, dove sembra che il fiato ti manchi sempre più, dove non senti nulla perché l'aria ti soffia forte nelle orecchie e senti solo i tuoi pensieri, non puoi neanche asciugarti le lacrime che copiose scorrono sul volto. Emogas su emogas, prelievi arteriosi che fanno malissimo, pastiglie grandi come noci e la febbre che i primi giorni non scendeva mai... Ma poi piano piano il respiro ha iniziato a migliorare passando dalla C-Pap alla maschera venturi, prima a 12 lt poi 6 poi 3 e poi con gli occhialini e poi me lo hanno tolto..e pregavo che la saturazione tenesse. Ho iniziato a respirare meglio, sono ancora tanto stanca, stremata perché si fa una fatica enorme, non sento ancora né sapori né odori, ma penso sia il male minore... Ora sto per tornare a casa e sono felice. Felice perché ce l'ho fatta a sconfiggere questo virus bastardo, purtroppo non tutti ci riescono o ci sono riusciti e per questo soffro, perché ci sono passata e so cosa significa.

Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in questi giorni, supportandomi con mille pensieri e parole di incoraggiamento. Dai miei cari, alla mia famiglia a tutti gli amici, ma un doveroso ringraziamento ai miei colleghi della medicina SOAP di Lecco perché sono stati una seconda famiglia...e vi prego RESTATE A CASA!!! NON VANIFICATE IL LAVORO DEGLI OPERATORI SANITARI!!

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