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Coronavirus

Il green pass rafforzato e le nuove restrizioni in zona gialla: il giro di vite

Si fa strada l'ipotesi di introdurre l'obbligo vaccinale per le "categorie a contatto col pubblico". Il ministro Brunetta anticipa il nuovo decreto Covid: "Rafforzare il Green pass escludendo i non vaccinati da alcune attività sociali"

La quarta ondata fa paura e si moltiplicano le pressioni per un rafforzamento del Green pass sul modello dell'Austria. Ne parlano i colleghi di Today.it in un articolo pubblicato oggi, sabato 20 novembre, nel quale vengono riprese le recenti dichiarazioni sul tema rilasciate da alcuni esponenti del mondo politico, economico e istituzionale italiano, e viene tracciato un disegno della situazione e delle possibili misure.

"La strada è un super Green pass responsabile e condiviso, per non far pagare a tutti l'egoismo di alcuni" sottolinea in un'intervista al Corriere della Sera, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. "Se ci saranno cambi di colore perché devono pagare tutti gli italiani vaccinati, per colpa dello zoccolo duro dei no vax, estrema minoranza, sempre più invisa? - prosegue Brunetta - Se gli indicatori ospedalieri dovessero peggiorare, penso sia il caso di rafforzare il Green pass escludendo i non vaccinati da alcune attività sociali".

Bollettino covid: i dati lecchesi

Dello stesso avviso Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna ed ex presidente della Conferenza delle Regioni: Se l'alternativa diventa chiudere un teatro o una piscina per tutti o solo per chi non è vaccinato, io non ho dubbi. La gente deve poter lavorare e gli ospedali non possono sovraccaricarsi". Bonaccini spiega a La Stampa: "Occorre rafforzare la campagna vaccinale: terze dosi dopo sei mesi e convincere a vaccinarsi chi ancora non l'ha fatto. Poi il rispetto delle regole - conclude - ricordo che l'uso della mascherina è fondamentale e che anche all'aperto in presenza di assembramenti è obbligatoria".

Nel frattempo si fa strada l'ipotesi di introdurre l'obbligo vaccinale sulla scia dell'Austria che - primo paese europeo - ha annunciato multe e pene detentive per chi a febbraio 2022 non si sarà sottoposto al vaccino anti covid. Una soluzione auspicata dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi, mentre il sottosegretario alla Salute Andrea Costa apre ad estenderlo "alle categorie a contatto col pubblico". Categorie tra le quali il presidente dell'Iss Franco Locatelli include forze di polizia, impiegati pubblici e professori.

Covid, la quarta ondata fa paura

Mentre l'ondata di contagi arrivata dall'est Europa avanza anche in Italia, si fa strada l'idea di ridurre a 5 mesi l'intervallo per la terza dose. Intanto ieri il bollettino coronavirus ha evidenziato ben 10.544 nuovi contagi e 48 morti nelle 24 ore: sono quattro settimane successive che mostrano casi in aumento mentre l'iss evidenzia come il contagio si estenda in particolar modo fra i 30-50enni e tra gli under 12.

"L'Italia mostra un incremento nella circolazione del virus, ma più contenuto rispetto agli altri Paesi", ha detto il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro. "L'aumento maggiore nella fascia 30-50 anni, c'è una crescita anche tra i casi pediatrici, "tra 6 e 11 anni". Sale l'incidenza settimanale, 98 per 100mila abitanti, stabile l'Rt. Aumentano i tassi di occupazione in terapia intensiva e area medica. Nelle ultime 24 ore 10.544 positivi (ieri 10.638) e 48 vittime (69). Tasso di positività 2%.

Tutte le Regioni sono a rischio moderato tranne il Friuli Venezia Giulia che insieme alla provincia di Bolzano sono vicini al cambio di colore. E proprio con il cambio di colore potrebbero arrivare novità: il Governo sta limando i dettagli di un nuovo decreto che - se l'emergenza dovesse peggiorare - porterà a nuove restrizioni in zona gialla rispetto alla sola adozione delle mascherine all'aperto e chiusura di alcune attività come previsto dalla normativa vigente.

Sul fronte dei vaccini la Lombardia - territorio più colpito nella prima ondata covid - si conferma una delle regioni più virtuose non solo a livello italiano ma internazionale con circa il 92% dei vaccinati in prima dose, e tra le province Lecco vanta una delle quote più alte. Nei giorni scorsi sono inoltre state aperte le prenotazioni per la terza dose booster per gli over 40, e annunciato l'accesso libero agli hub per le fasce 12/19 e over 60 anni senza la prima dose. Il presidente Attilio Fontana e la vice Letizia Moratti, annunciando ieri la riconferma della zona bianca, hanno lodato "il senso civico dei lombardi" esortando però tutti alla massima attenzione, al rispetto delle regole (utilizzo della mascherine in primis) e soprattutto ad insistere con i vaccini.

Le nuove restrizioni in zona gialla

Tornando alla situazione nazionale, nel decreto sarà ridotta la validità del green pass, che passerà da un anno a 9 mesi. C'è chi vorrebbe portarlo addirittura a 6 mesi, ma si attende il parere del Cts. La maggioranza di governo ragiona infatti sull'opportunità di impedire a chi non è vaccinato di andare al ristorante, al cinema, a teatro, negli stadi, in discoteca, o in palestra. Non basterà quindi il certificato temporaneo attualmente consentito dal tampone, tuttavia è atteso un nuovo confronto con i governatori delle Regioni per definire una lista completa delle nuove restrizioni.

L'obiettivo è evidente: lasciare le Regioni in bianco per tenere aperte le attività commerciali e i luoghi della socialità durante le festività natalizie. Ultimo punto all'ordine del giorno è la validità dei tamponi: l'ipotesi è che insieme alla riduzione della validità del green pass che - viste le evidenze del calo della protezione del vaccino - passerà con ogni probabilità da un anno a nove mesi per i vaccinati, restando a 6 mesi per i guariti, il governo possa escludere i test rapidi dalle modalità per ottenere il green pass, I più rigoristi vorrebbero escludere anche il molecolare. Non resta che attendere le decisioni del premier Draghi.

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