Mercoledì, 22 Settembre 2021
Coronavirus

Hacker già al lavoro: cento euro per un Green Pass, gli affari si fanno su Telegram

La piattaforma di messaggistica torna a essere terreno fertile: spuntano i gruppi 'Green Pass Qr Code Covid' e 'Green Pass Italia/Europa' che promettono di aggirare il sistema e far ottenere la documentazione senza aver fatto vaccini o tamponi

Uno o più certificati: aperte anche i saldi su Telegram. Bastano 100 euro per il Green Pass digitale o 500 per il pacchetto famiglia, che prevede fino a 6 passaporti vaccinali in versione cartacea. Il tutto senza aver mai fatto vaccini o tamponi. Un modo "sicuro", sostengono i pirati del web, che dà l'opportunità di avere certificazioni "non fasulle", ma che si basa su un raggiro del sistema informatico. E così che sulla piattaforma di messaggistica iniziano a nascere i primi gruppi che vanno per la maggiore. 

I gestori delle chat  'Green Pass Qr Code Covid' e 'Green Pass Italia/Europa', questi i nomi di dove si possono trovare prezzari e modalità di acquisto del servizio, dicono di non essere no vax, ma certo è facile pensare che chi ha bisogno di un Green Pass senza ricorrere a tamponi o aver fatto il vaccino, probabilmente non sia del tutto favorevole a farsi inoculare farmaci. 

D'altronde i pirati del web, che sostengono già di aver "fornito oltre 1200 Green Pass in tutta Italia", promuovono la loro attività senza girarci troppo intorno, come ricostruito dai colleghi di RomaToday.it: "Se non ti sei mai voluto sottoporre a tampone ed/o vaccino ma hai comunque necessità di accedere al GreenPass potrai rivolgerti a noi". Una manna per chi è contro la "dittatura sanitaria", anche perché la promozione del servizio è cristallina: "Per ottenere il GreenPass grazie al nostro aiuto non sarà necessario fare alcun tampone, nè vaccinarsi e neppure essere guariti antecedentemente dal virus. Dovrai essere semplicemente in possesso di una tessera sanitaria ed un documento di riconoscimento in corso di validità. Riceverai il tuo GreenPass in forma cartacea ed/o digitale, per il materiale cartaceo sarà necessario fornire un indirizzo di recapito. Per il digitale sarà sufficiente fornire un numero di telefono od un indirizzo email".

Quindi il prezzario. Il costo del servizio varia in base al tipo di carta verde scelta. Il documento digitale singolo, su 'Green Pass Italia/Europa', costa 100 euro, venti euro in più per la versione cartacea. Poi ci sono i pacchetti famiglia. Per 4 certificazioni digitali 300 euro, 350 per quelle cartacee. Per averne sei, invece, bisognerà sborsare 450 euro per quelle digitali e 500 per quelle su carta. Su 'Green Pass Qr Code Covid', il prezzo si alza ma di poco la versione digitale parte da 200 euro, quella cartacea da 300 euro

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Non solo. Chi pubblicizza il servizio, non ha dubbia sulla qualità. "I nostri GreenPass sono documenti regolarmente rilasciati dal sistema sanitario europeo e sono pertanto documenti reali. Non sono documenti editati. Al fronte di qualsiasi controllo risulterà perfettamente valido. Sui documenti sono presenti i QR Code regolarmente attivi e funzionanti". Insomma, hacker digitali a servizio - pagato - della comunità che non vuole vaccinarsi o sottoporsi a tampone. 

E il pagamento. Chi ha organizzato il tutto ci ha già pensato. "Larga parte dei nostri clienti acquista i nostri servizi pagando tramite cryptovalute che consentono di rendere le transazioni irrintracciabili, che siano Bitcoin o Ethereum". Le alternative sono "buoni regalo/acquisto, che sono acquistabili online o presso un qualsiasi tabacchino", come ultima opzione - anche se non consigliata -  si può pagare anche su Paypal, Carta di Credito e Postepay.

Una cosa è certa. Il documento, pagato con criptovalute o con voucher regalo, anche se "originale" perché appunto non taroccato, è di fatto rubato. I gestori del canale, come raccontano anche investigatori della polizia postale che seguono il caso, prenderebbero i codici Qr da chi li posta sul web o nei gruppi Whatsapp o Telegram. Chi aderisce al servizio pirata rischia di essere beccato attraverso un controllo incrociato tra l'anagrafe e i codice del Green Pass comprato.

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