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Sabato, 21 Maggio 2022
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Dopo le 23 ecco la discoteca abusiva: scatta la chiusura (e non è la prima volta)

Protagonista "La Limonaia" di Merone, locale al confine tra la Brianza comasca e quella lecchese

L'ora x era quella delle 23. In quel momento "La Limonaia" di Merone, noto locale al confine tra la Brianza comasca e quella lecchese, si trasformava da ristorante in discoteca abusiva. E non è la prima volta che le forze dell'ordine fanno capolino da quelle parti. Dopo le sanzioni di agosto 2021, multa da 1.500 e una settimana di chiusura, il locale è stato colpito più duramente in quanto recidivo: sospensione della licenza per trenta giorni e un'altra sanzione di 1.500,00 euro per l’attività di discoteca che si teneva ogni venerdi sera dopo le undici.

Infatti il locale non è autorizzato per l’esercizio di pubblico spettacolo e quindi non ha mai avuto le licenze necessarie per svolgere l’attività di discoteca. Il legale rappresentante, a suo tempo, era stato denunciato all’ Autorità Giudiziaria per il reato di “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento”.

Le segnalazioni e i controlli

Nonostante questo, da alcune settimane arrivavano alla Questura e al Comune di Merone segnalazioni ed esposti che lamentavano come, senza la necessaria autorizzazione e incuranti delle restrizioni anti covid legate alle aperture delle discoteche, alla “Limonaia” di Merone si continuasse con l’attività di ballo nella sala adiacente al ristorante, come riferito dai colleghi di QuiComo.it.

I controlli del personale della Divisione della Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Como, hanno verificato che, nonostante la mancanza di qualsiasi autorizzazione e nonostante le limitazioni anti covid, il locale, ogni venerdì dalle 23.00 in poi, diventava una vera propria discoteca abusiva con tanto di consolle per i Dj e clienti che ballavano senza alcun distanziamento e senza che ci fossero le condizioni di sicurezza strutturali previste dalla normativa per i locali pubblici da ballo.

Il sindaco di Merone ha quindi adottato, sulla base degli accertamenti della Polizia di Stato, i provvedimenti di competenza specifica ed ha sanzionato i titolari dell’esercizio con un’ulteriore sanzione amministrativa di € 1.500,00 e con la sospensione della licenza per trenta giorni a partire dalla mezzanote di venerdì. Inoltre, il responsabile è stato nuovamente segnalato alla Procura della Repubblica di Como.

L’esercizio delle attività di pubblico spettacolo è soggetto ad una normativa particolare ed i locali destinati al ballo devono essere oggetto di un preventivo sopralluogo da parte di una specifica commissione, proprio per verificare la presenza di tutte le misure previste dalla legge per garantire la tutela dei clienti. 

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