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Ripartenza frenata

La scuola riparte definitivamente. Ma tremila studenti sono in quarantena

Dopo il ‘prologo’ di venerdì 7, nella mattinata di lunedì 10 gennaio sono suonate le campanelle di tutti gli Istituti della provincia di Lecco

Niente Dad, voluta o meno: la scuola è ripartita in presenza come da prassi. Lo scontro andato in scena durante la prima settimana del 2022 non ha prodotto risultati tangibili e lunedì 10 gennaio, dopo il ‘prologo’ di venerdì 7 per alcuni Istituti provinciali, anche a Lecco studenti, insegnanti e personale hanno fatto rientro in classe: si contano, però, oltre tremila e cinquecento persone a casa in quarantena; tremila sono studenti, su circa 40mila iscritti in provincia, gli altri fanno parte del corpo docenti e personale. Una scuola su otto oggi non ha riaperto, allargando lo sguardo a tutto il territorio nazionale.

Le regole per la Dad

Ecco cosa cambia e come funzionano i meccanismi di quarantena e di tracciamento per alunni e insegnanti nel 2022:

  • Scuola dell’infanzia e asili nido – La quarantena scatta al primo caso di positività nel gruppo/sezione. La misura dura 10 giorni.
  • Scuola primaria – Con un 1 caso positivo: gestione del mese di novembre ovvero testing con t0 e t5 con 2 casi positivi: la classe va in quarantena per 10 giorni.
  • Scuola secondaria – Con 1 caso positivo: si rimane in presenza, è prevista l’auto-sorveglianza e si usano mascherine Ffp2; con 2 casi positivi nella stessa classe: è prevista la Dad per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale da più di 120 giorni o che sono guariti da più di 120 giorni e che non hanno avuto la dose di richiamo; per tutti gli altri (vaccinati con 1 e 2 dosi e guariti da meno di 120 giorni) è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza l’utilizzo di mascherine Ffp2 in classe;con 3 casi nella stessa classe: è prevista la Dad per dieci giorni.

Scuola e trasporti

In base a quanto emerso durante l’incontro del tavolo della Prefettura di Lecco sui trasporti e in vista dell’imminente riapertura delle scuole, il Comune di Lecco e Linee Lecco hanno voluto ricordare alle famiglie le disposizioni riguardo l’accesso al trasporto pubblico locale recentemente introdotte dal Governo Italiano, valide ovviamente per tutto il territorio nazionale e non solo per la città capoluogo.

Mascherina e Super green pass

Da oggi, per poter usufruire del trasporto pubblico locale, sarà necessario per gli studenti e per tutti i passeggeri indossare una mascherina di tipo ffp2 ed essere in possesso del Super green Pass, che si ottiene con la vaccinazione o la guarigione dal Covid-19, in corso di validità.

In assenza di tali strumenti di protezione e contrasto alla pandemia, non sarà possibile usufruire del mezzo pubblico. La Polizia Locale effettuerà controlli a campione per verificare il rispetto delle norme. La certificazione verde non è invece necessaria per poter entrare a scuola.

Scuola: le regioni contro il governo

In Campania De Luca ha chiuso le scuole fino a fine gennaio (per ora, perché il governo si sta muovendo per impugnare l'ordinanza). Ordinanza "sbagliata e illegittima" secondo Bianchi: "I nostri tecnici stanno trovando il modo di impugnare questa norma". In tutta Italia sono un migliaio i comuni in cui sindaci o governatori hanno scelto di rinviare l’apertura: uno ogni otto. A Campania e Sicilia si sono aggiunte 43 ordinanze in Calabria, 22 nel Lazio, 10 in Piemonte, 9 in Abruzzo, 7 in Molise, 3 in Lombardia, altrettante in Sardegna, 2 in Basilicata, una in Veneto e 4 in Puglia. Il governatore Michele Emiliano ha deciso la riapertura controvoglia, invitando le famiglie a un ricorso, autonomo, al Tar. Luca Zaia dal Veneto ha chiesto un pronunciamento del Cts sull'opportunità delle lezioni in presenza in una fase di crescita esponenziale dei contagi, convinto che le scuole resteranno aperte solo una settimana salvo richiudere per i troppi positivi.

"Noi riteniamo di muoverci su un piano di piena legittimità - dice il  governatore della Campania Vincenzo De Luca a Repubblica -  Siamo in una situazione di straordinaria e drammatica emergenza, che solo il governo non vede. La cosa davvero scandalosa è che il governo non ha riunito il Comitato tecnico scientifico come chiesto da tutte le Regioni, per avere una base sanitaria oggettiva e autorevole su cui fondare le decisioni. La nostra ordinanza invece, è conseguente alle valutazioni della nostra Unità di crisi e di tutti i dirigenti sanitari, sul piano epidemiologico e vaccinale".

Favorevole invece alla riapertura Giovanni Toti: "In un Paese che tutto aperto tenere chiuse le scuole non solo è un brutto segnale ma è poco utile. Un bambino non va a scuola mentre il papà e la mamma vanno in ufficio ma quello stesso bambino può andare in palestra, e mangiare la pizza con i suoi amici?", si domanda il presidente della Liguria.

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