Mercoledì, 22 Settembre 2021
Coronavirus

Cinque euro per stampare il green pass in farmacia. Il titolare: “Ecco perché lo faccio”

Un farmacista brianzolo, che ha poi restituito i soldi ai clienti, ha spiegato perché ha fatto questa scelta

È polemica in Brianza per la stampa del green pass a 5 euro. È infatti scoppiato, a distanza di quasi un mese, il caso con la farmacista che rimborsa quei venti utenti che avevano deciso comunque di farsi stampare il passaporto verde al costo di 10mila delle vecchie lire.

L’episodio è accaduto a Villasanta, a una manciata di chilometri dalla provincia di Lecco, tra la fine di luglio e la prima settimana di agosto quando, con l’introduzione dell’obbligo del green pass per molti locali e la partenza per le vacanze alla porte, le farmacie sono state prese d’assalto. Proprio come è successo alla farmacia Desio di Villasanta che, per disincentivare le richieste, aveva introdotto il servizio a pagamento. Lo riferisce MonzaToday.it.

"Un collaboratore impegnato solo per la stampa del green pass"

"È dall’inizio della pandemia che siamo in prima linea a servizio della collettività - spiega la proprietaria della farmacia -. Dall’inizio dell’anno abbiamo stampato oltre trecento green pass. Naturalmente gratis. Spalmati nel corso dei mesi non erano molte le richieste che ci arrivavano ogni giorno, e quindi non era un problema evaderle. Ma in quella settimana è stato un disastro. Il personale ridotto per le ferie, io ero appena partita per qualche settimana di vacanza, quando i miei collaboratori mi hanno informata che la situazione era al collasso”.

Erano decine le persone che si rivolgevano alla farmacia per farsi stampare il passaporto verde che, di là a qualche giorno, sarebbe diventato obbligatorio anche per andare al bar o al ristorante (al chiuso).

"Clienti in fila in attesa di essere serviti"

“C’erano i clienti in fila ad aspettare di acquistare le medicine, un dipendente e un terminale occupati solo per la stampa del documento”. Da qui la decisione di farlo pagare 5 euro, con un cartello di avviso all’ingresso della farmacia. “Venivano a farsi stampare il green pass persone che, comunque abili con le nuove tecnologie, avrebbero potuto stamparselo da sole”.

La farmacista, rientrata subito dalle vacanze per dare una mano ai suoi collaboratori, ha tolto subito il cartello che aveva fatto esporre. Ma cerca di giustificarsi spiegando le difficoltà che da oltre un anno e mezzo anche i farmacisti stanno affrontando. “Noi ci siamo adeguati e abbiamo risposto ai bisogni, ma forse non ci si rende conto che tutto questo ha comportato la riorganizzazione del nostro lavoro. Ci siamo adeguati a prenotare vaccinazioni, a stampare green pass, a eseguire tamponi. Ma la vocazione e il compito di una farmacia è un altro”.  

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