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Attualità Centro storico / Piazza Giuseppe Garibaldi

"Disarmiamo la Fiocchi", sabato pomeriggio corteo da piazza Garibaldi

A Lecco l'iniziativa dell'Assemblea permanente contro le guerre

"Disarmiamo la Fiocchi. Nessuna pace per chi vive in guerra". Questo il messaggio che guiderà il corteo in programma per oggi pomeriggio, sabato 18 maggio, con partenza alle ore 14 da piazza Garibaldi a Lecco. La manifestazione si dovrebbe sviluppare fino all'azienda che produce munizioni, con sede nel rione di Belledo.

Ad organizzare il corteo l'"Assemblea permanente contro le guerre" che in un volantino diffuso nelle scorse ore motiva così la propria iniziativa: "La Fiocchi munizioni è la 14esima azienda in Italia per autorizzazioni all'esportazione di armi e munizioni. Nonostante si pubblicizzi per 'caccia e sport', guadagna anche dal settore 'industria e difesa', esportando ovunque proiettili di vario tipo e calibro"... E poi ancora: "Un corteo nella città in cui la Fiocchi ha la sua sede storica vuole essere solo l'inizio in questi tempi di guerra, è necessario partire dal qui ed ora per inceppare gli ingranaggi del militarismo mondiale. Sabotiamo la guerra. E stiamo al fianco del popolo Palestinese".

Ricordiamo che lo scorso 5 maggio all'esterno della Fiocchi Munizioni di Lecco due persone aderenti alle campagne di Palestina Libera e Ultima Generazione avevano macchiato di rosso il logo posto sul totem di via Santa Barbara, un chiaro richiamo al colore del sangue. I due attivisti avevano poi esposto uno striscione con scritto "Palestina Libera" e  acceso dei fumogeni all'ingresso dello stabile. Sul posto si erano portati anche gli agenti della Questura di Lecco. 

“La protesta - avevano sottolineato gli attivisti - mira ad esporre l'azienda che ha continuato a produrre e fabbricare materiale bellico per i militari israeliani ignorando il genocidio in corso in Palestina. La campagna Palestina Libera chiede al governo di rispettare l'articolo 11 della costituzione italiana, che ripudia la guerra, fermando l'invio di armamenti a Israele".

“Mai venduto all'esercito di Israele”

“Non abbiamo mai venduto proiettili all'esercito israeliano” aveva replicato nell'occasione, Stefano Fiocchi, presidente del Cda della Fiocchi Munizioni e rappresentante della storica famiglia lecchese, parlando all'agenzia di stampa Adnkronos - Noi ci siamo dal 1876 e certo non facciamo cioccolatini, ma produciamo proiettili per il tiro, per la caccia e anche per le forze dell'ordine certo, ma nell'ambito della sicurezza. Non so dove siano andati a prendere l'informazione, di noi fornitori dell'esercito israeliano. Tra l'altro Israele per le munizioni ha una propria fabbrica. E se deve comprare, compra dagli Usa. Prendersela con noi non ha senso, dato che lavoriamo per il civile”.

I rapporti con Israele sono limitati "a un nostro distributore che ci rappresenta, ma, ripeto sempre per scopi civili, per i privati". Fiocchi ritiene che "ognuno ha e deve avere il diritto di manifestare le proprie idee perché parto dal principio che la libertà delle idee sia incontestabile, ma finisce quando tu ledi la mia libertà e se protesti facendo confusione. Se si confonde l'uso di una munizione e si generalizza, allora con questa premessa, bisognerebbe vietare tutti i coltelli ogni volta che uno li utilizza per ammazzare un'altra persona perché i coltelli sono veicolo di morte. Noi agiamo nella piena legalità e con tutti i permessi necessari. Certo la nostra produzione può non piacere, ma c'e' modo e modo di protestare".

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