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Il corteo / Centro storico / Piazza Giuseppe Garibaldi

"Disarmiamo la Fiocchi": in centinaia a Lecco per la protesta

Lungo pomeriggio per la città, tra corteo e vie chiuse per la sicurezza

Centinaia di persone hanno preso parte al corteo "Disarmiamo la Fiocchi". Dal concentramento delle 14 in poi - alle 17 era ancora in corso - un notevole numero di persone ha percorso le vie di Lecco protestando contro la guerra in Palestina e mettendo nel "mirino" 13 aziende lecchesi ritenute responsabili di quanto sta avvenendo durante il conflitto con Israele: da piazza Garibaldi fino a via Santa Barbara, passando per via Cavour, piazza Diaz, via Sassi, via Marco d’Oggiono, via Digione, via Amendola, largo Caleotto, corso Promessi Sposi, via Baracca, via Belfiore, via Risorgimento, via Polvara, via Turbada e via Tonio da Belledo, tutte chiuse al traffico per consentire lo svolgimento della manifestazione in sicurezza. Molti esercenti del centro hanno preferito abbassare le saracinesche, mentre l'immobiliare di Belledo ha messo delle travi di legno davanti alle vetrine.

Immobiliare biffi corteo fiocchi vetrine-2

Cori, slogan, fumogeni e le bandiere palestinesi hanno accompagnato il torpedone: dopo l'intervento di alcuni militanti nella centralissima piazza cittadina il gruppone si è mosso in direzione Belledo, scortato dagli agenti della Polizia di Stato e dai Carabinieri in assetto anti sommossa, mentre alla Meridiana è stato rafforzato il servizio di sicurezza e in volo si è levato l'elicottero in dotazione alla Polizia.

Il volantino diffuso durante il corteo

Il corteo contro la guerra in Palestina

Ad organizzare il corteo l'"Assemblea permanente contro le guerre" che in un volantino diffuso negli scorsi giorni ha motivato così la propria iniziativa: “La Fiocchi munizioni è la 14esima azienda in Italia per autorizzazioni all'esportazione di armi e munizioni. Nonostante si pubblicizzi per 'caccia e sport', guadagna anche dal settore 'industria e difesa', esportando ovunque proiettili di vario tipo e calibro"... E poi ancora: "Un corteo nella città in cui la Fiocchi ha la sua sede storica vuole essere solo l'inizio in questi tempi di guerra, è necessario partire dal qui ed ora per inceppare gli ingranaggi del militarismo mondiale. Sabotiamo la guerra. E stiamo al fianco del popolo Palestinese”.

Corteo Fiocchi Lecco 18 maggio 20242

Ricordiamo che lo scorso 5 maggio all'esterno della Fiocchi Munizioni di Lecco due persone aderenti alle campagne di Palestina Libera e Ultima Generazione avevano macchiato di rosso il logo posto sul totem di via Santa Barbara, un chiaro richiamo al colore del sangue. I due attivisti avevano poi esposto uno striscione con scritto "Palestina Libera" e acceso dei fumogeni all'ingresso dello stabile. Sul posto si erano portati anche gli agenti della Questura di Lecco. 

“La protesta - avevano sottolineato gli attivisti - mira ad esporre l'azienda che ha continuato a produrre e fabbricare materiale bellico per i militari israeliani ignorando il genocidio in corso in Palestina. La campagna Palestina Libera chiede al governo di rispettare l'articolo 11 della costituzione italiana, che ripudia la guerra, fermando l'invio di armamenti a Israele".

“Mai venduto all'esercito di Israele”

“Non abbiamo mai venduto proiettili all'esercito israeliano” aveva replicato nell'occasione, Stefano Fiocchi, presidente del Cda della Fiocchi Munizioni e rappresentante della storica famiglia lecchese, parlando all'agenzia di stampa Adnkronos - Noi ci siamo dal 1876 e certo non facciamo cioccolatini, ma produciamo proiettili per il tiro, per la caccia e anche per le forze dell'ordine certo, ma nell'ambito della sicurezza. Non so dove siano andati a prendere l'informazione, di noi fornitori dell'esercito israeliano. Tra l'altro Israele per le munizioni ha una propria fabbrica. E se deve comprare, compra dagli Usa. Prendersela con noi non ha senso, dato che lavoriamo per il civile”.

Corteo Fiocchi Lecco 18 maggio 20241

I rapporti con Israele sono limitati "a un nostro distributore che ci rappresenta, ma, ripeto sempre per scopi civili, per i privati". Fiocchi ritiene che “ognuno ha e deve avere il diritto di manifestare le proprie idee perché parto dal principio che la libertà delle idee sia incontestabile, ma finisce quando tu ledi la mia libertà e se protesti facendo confusione. Se si confonde l'uso di una munizione e si generalizza, allora con questa premessa, bisognerebbe vietare tutti i coltelli ogni volta che uno li utilizza per ammazzare un'altra persona perché i coltelli sono veicolo di morte. Noi agiamo nella piena legalità e con tutti i permessi necessari. Certo la nostra produzione può non piacere, ma c'è modo e modo di protestare”.

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